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Lo cercavano nel lago, il 36enne scomparso riappare a Carpi

di Tiziano Soresina
Lo cercavano nel lago, il 36enne scomparso riappare a Carpi

Correggio: in stato confusionale, ha fermato un’ambulanza e ha chiesto aiuto. Ora è ricoverato in una clinica, rischia una denuncia per procurato allarme

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CORREGGIO. In stato confusionale ha chiesto aiuto ad un’ambulanza che l’ha poi trasportato all’ospedale di Carpi.

Da giovedì sera non si sapeva più nulla del correggese 36enne – di cui non riveliamo l’identità per tutelare i figli minorenni – che ha tenuto con il fiato sospeso familiari ed amici, per non parlare degli sforzi della task force di carabinieri e vigili del fuoco che l’ha insistentemente cercato per due giorni. Domenica sera la comparsa dal nulla nel Modenese: un ritrovamento che lascia ancora parecchi interrogativi, ma che ha comunque fatto tirare un bel sospiro di sollievo alle tante persone che l’hanno cercato in questi giorni. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13299882:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/04/15/news/scomparso-uomo-di-36-anni-ricerche-serrate-ai-laghetti-di-correggio-1.13299882]]

Non è ancora chiaro cosa sia accaduto al 36enne, ma al momento le sue delicate condizioni di salute ne hanno consigliato ieri il trasferimento in una clinica specializzata.

Sulla vicenda indagano i carabinieri – coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi – che stanno cercando di mettere insieme i “pezzi” di questa strana scomparsa poi tramutatasi in allontanamento volontario. Quando verrà fatta una precisa ricostruzione dei fatti – si è temuto anche il suicidio – il 36enne può infatti rischiare una denuncia per procurato allarme, anche perché è già la seconda volta che incappa in una storia simile.

Tutto è partito giovedì sera dal piazzale accanto alla parrocchia di San Prospero Vescovo. Proprio qui, infatti, l'uomo ha parcheggiato la sua auto, una Dacia Duster nera.

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Un grande dispiegamento di mezzi e di uomini è stato utilizzato per cercare il 36enne. Dalle unità cinofile ai sommozzatori, sia di vigili del fuoco sia dei carabinieri. Dagli elicotteri al Gis, un sistema di localizzazione cartografica che prevede l'utilizzo di diversi tipi di mappe su cui vengono tracciati i vari percorsi perlustrati dai soccorritori, nonché i tre oggetti abbandonati dal 36enne: la giacca della tuta (ritrovata nel campo sportivo vicino alla parrocchia), il portafoglio (rinvenuto nella casa abbandonata su via San Prospero) e la camicia (recuperata a una ventina di metri di distanza dalla sponda del laghetto, nel lato più vicino alla chiesa).

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Da questi rinvenimenti poi per forza di cose deve essere stata trovata una “traccia” più consistente di quest’uomo, tale da farlo ritenere in vita e non in pericolo. Da qui la decisione venerdì sera di sospendere le ricerche con tanto di base operativa sosfisticata. Accertato il lieto fine, ora però è il momento delle domande e il 36enne dovrà dare parecchie spiegazioni agli inquirenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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