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Rapina in edicola: «Mi hanno puntato la pistola in faccia»

Tiziano Soresina
Rapina in edicola: «Mi hanno puntato la pistola in faccia»

Reggio Emilia: poco prima dell’alba edicolante in balìa di due malviventi incappucciati. Sono fuggiti con soldi e grattini per duemila euro

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REGGIO EMILIA  Con una pistola costantemente puntata in faccia, in balìa di due rapinatori per pochi ma drammatici minuti all’interno della sua edicola di viale Regina Margherita.

E’ accaduto ieri mattina, poco prima dell’alba. Stefano Lugli intorno alle 5.30 sta aprendo i pacchi dei giornali come fa da sedici anni a questa parte. Ma sentendo dei passi veloci non fa in tempo ad alzare lo sguardo dal suo solito lavoro che si ritrova di fronte due persone incappucciate. Sono due giovani, un uomo e una donna, probabilmente dell’Est europeo come l’edicolante capirà poi sentendoli parlare. Sono decisissimi e ben organizzati: l’uomo tiene in scacco l’edicolante tenendolo sotto tiro con l’arma, la donna va e viene dall’edicola e tiene d’occhio che nessuno arrivi o possa dare l’allarme.

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«Siediti e non ti muovere, dammi la roba». Il rapinatore sa cosa vuole arraffare: i soldi in cassa che servono per avviare la giornata e dare i resti, i gratta e vinci che l’edicola vende abitualmente. L’edicolante non può far altro che indicare dove sono i soldi (5-600 euro) e i grattini (in parte sono in bella vista, altri sotto il bancone, complessivamente del valore sui duemila euro).

L’uomo, velocissimo, mette il tutto in uno zainetto, ma non vuole nemmeno correre il rischio di essere acciuffato e vuole che Lugli gli consegni il telefonino, affinché non riesca a dare subito l’allarme. L’edicolante gli dice che l’ha lasciato nello sgabuzzino e nella concitazione del momento il rapinatore apre nervosamente la porta di quel piccolo spazio, prende una borsa e fugge, lasciando in realtà il cellulare che cercava nella giacca appesa del rapinato.

I due complici scappano a piedi, puntando verso il centro. Pur sotto shock, l’edicolante trova la forza di avvertire il 112, facendo scattare l’allarme. Sul posto piomba velocemente una pattuglia dei carabinieri che, una volta raccolte le informazioni necessarie, avvia le ricerche dei due rapinatori. «Sono stati momenti terribili – racconta alla Gazzetta Stefano Lugli che gestisce l’attività insieme alla socia Giusy Ganzerla – e ho avuto paura, perché basta un nonnulla per far cambiare la situazione e mi sono trovato inerme con davanti una persona armata. Comunque per come si sono mossi mi sono sembrati dei professionisti. Non si sono mai innervositi e sono andati dritti all’obiettivo. Visto quello che è accaduto – conclude – dovrò d’ora in avanti prendere qualche precauzione».

Negli ultimi tempi l’edicola di via Gramsci è stata più volte nel mirino dei ladri. Addirittura il mese scorso un abituale cliente ha preso di prepotenza i gratta e vinci esposti sul bancone, per poi fuggire, raggiungendo l’auto che aveva lasciato poco più in là con la portiera aperta. Ancora più frequenti gli assalti notturni, forzando la struttura per poi introdursi nell’edicola. «Saranno entrati di notte almeno 6-7 volte – rimarca la contitolare Giusy Ganzerla – per rubare, ma stavolta è diverso. Il mio collega era solo, ha rischiato molto davanti a quell’arma. Siamo molto scossi».

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