Crac Coopsette, ora è fallito anche il resort sul Garda
Fine corsa per la società partita nel 2007 con il maxi progetto da 200 milioni Libri in tribunale dopo il sequestro penale e la liquidazione della capogruppo
CASTELNOVO SOTTO. A pochi mesi dalla dichiarazione di liquidazione coatta di Coopsette è arrivato il fallimento della Campione del Garda spa, società veicolo creata nel 2007, quando dal quartier generale a Castelnovo Sotto della coop “rossa” era partito il via libera a un investimento da 200 milioni per costruire un maxi resort nel comune di Tremosine, sulle splendide rive del lago. Parliamo di ben 350 alloggi nuovi, un porto che prevede 170 posti barca, hotel con piscine, ristoranti, spa fino alla cabinovia panoramica che da Campione porta all’altopiano di Tremosine. Solo una parte di questo progetto faraonico è stata realizzata. Nel luglio 2013 è scattato infatti il blitz dalla Guardia di Finanza che sequestrò quasi tutto il complesso e i cantieri perché era stata disattesa una lunga serie di vincoli ambientali e paesaggistici. Poi il tracollo nel novembre 2014 con la frana crollata sopra il grande parcheggio a più livelli da circa 600 posti auto appena terminato. Ora, con un provvedimento del tribunale di Reggio Emilia firmato il 15 aprile dal giudice Luciano Varotti, è stato decretato il ferale fallimento della spa, con effetti prevedibili per la società che dovrà essere quindi liquidata.
Già nel 2013 era stato predisposto un piano di risanamento con un azzeramento delle esposizioni a bilancio verso i fornitori, verso i quali la Campione del Garda spa - partecipata all’80% circa da Coopsette - era debitrice per 74 milioni di euro. L’esposizione verso le banche era di circa 20 milioni di euro, con linee di credito più che doppie. Il nodo centrale, come nel caso gemello dell’inchiesta sul cantiere della Tav di Firenze, è tutto giudiziario. Il processo per gli illeciti a Tremosine è solo alle battute iniziali. Sono 19 i rinviati a giudizio tra amministratori locali e Coopsette con gli ex presidenti Fabrizio Davoli e Donato Fontanesi, e della società Campione del Garda con Fabrizio Vezzani.
L’effetto domino del crac di Coopsette non ha certo aiutato e il patrimonio immobilizzato non ha espresso il valore sperato né tanto meno l’interesse del mercato, che potrà eventualmente prendersi quanto resta a prezzi di sconto. Per Coopsette si tratta di un’altra pagina nera, tenuto conto dei circa 300 dipendenti della capogruppo in cassa integrazione e destinati in buona parte al licenziamento. Così come dei prestatori sociali, ancora in attesa dei loro risparmi sfumati dopo il crac.
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