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Il pm Pantani: «Un provvedimento-pilota»

Il pm Pantani: «Un provvedimento-pilota»

Due i pilastri dell’inchiesta: «Evasione milionaria e sproporzione fra redditi dichiarati e tenore di vita»

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REGGIO EMILIA. L’operazione K – così battezzata dagli inquirenti – è pionieristica. L’ha detto chiaramente ai cronisti – ieri mattina – il pm Maria Rita Pantani che come da copione ha fatto da “regista” nell’inchiesta condotta dalla Guardia di finanza.

«Voglio fare i complimenti al nucleo tributario – esordisce il magistrato – perché è stata portata avanti un’indagine certosina, capillare e complicata. Per la prima volta si è ottenuto un sequestro, congelando un considerevole numero di beni, facendo leva su due condizioni previste dalla normativa antimafia: evasione fiscale ma anche sproporzione fra redditi dichiarati e tenore di vita. Una lunga operazione che ha avuto origine da una verifica fiscale svolta nei confronti della ditta edile intestata a Carmine Cappa e che si è conclusa con la constatazione milionaria di ricavi non dichiarati e la successiva denuncia dell’imprenditore».

Le fa eco il colonnello Ippazio Bleve, comandante provinciale della Guardia di finanza: «L’operazione K è la prima dove, utilizzando la normativa del codice antimafia, abbiamo usufruito di una misura preventiva di carattere patrimoniale. Dalla verifica fiscale, abbiamo accertato che il soggetto in questione aveva commesso svariati reati nel tempo. Dagli accertamenti patrimoniali a carico non solo suo, ma di tutto il nucleo familiare, non era possibile avere quel tenore di vita. Abbiamo quindi inoltrato la richiesta al tribunale – prosegue il colonnello – e il giudice Cristina Beretti ci ha concesso il via libera per il sequestro che abbiamo eseguito la scosrsa settimana. Voglio comunque ricordare che Cappa ha sistemato il suo debito con il Fisco versando la somma di 1,2 milioni di euro».

Come è stato rimarcato nella conferenza-stampa dagli inquirenti «l’attività di servizio rientra in uno specifico piano operativo che ha l’obiettivo di rafforzare e rendere sistematico lo sviluppo delle investigazioni economico-patrimoniali e la conseguente applicazione di misure ablative nei confronti di soggetti connotati da pericolosità economico-finanziaria ai sensi del codice antimafia. Il presidio – viene inoltre sottolineato – della sicurezza economico-finanziaria passa anche attraverso l’aggressione sistematica dei patrimoni illecitamente accumulati, che per la Finanza è considerato obiettivo strategico».

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