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correggio, ora rischia la denuncia

La persona scomparsa e ritrovata finisce in una struttura psichiatrica

La persona scomparsa e ritrovata finisce in una struttura psichiatrica

CORREGGIO. È stato trasferito in una struttura psichiatrica di Reggio Emilia, il 36enne scomparso giovedì scorso, il quale, in stato confusionale, poco dopo la mezzanotte di domenica ha chiesto...

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CORREGGIO.

È stato trasferito in una struttura psichiatrica di Reggio Emilia, il 36enne scomparso giovedì scorso, il quale, in stato confusionale, poco dopo la mezzanotte di domenica ha chiesto aiuto ad un’ambulanza che l’ha portato all’ospedale Ramazzini di Carpi.

Una volta arrivato all’ospedale, il correggese – del quale non riveleremo l’identità per tutelarne i figli minorenni - è stato ricoverato per una notte nell’ospedale carpigiano. Successivamente ha fatto ritorno nella provincia reggiana, nella quale si troverebbe, secondo gli ultimi aggiornamenti, perché trasportato in una struttura. Intorno alla scomparsa dell’uomo da Correggio si è scatenato un polverone che ha tenuto con il fiato sospeso tutta la città.

Davanti alla chiesa di San Prospero Vescovo era stata creata una base operativa sofisticatissima in cui erano stati convogliati numerosi mezzi di soccorso: unità cinofile e sommozzatori appartenenti sia ai carabinieri sia ai vigili del fuoco; elicottero; sistemi tecnologici in grado di tracciare i movimenti di ogni gruppo di ricerca incentrati sui tre oggetti abbandonati dal 36enne: la giacca di una tuta, il portafogli e la camicia. La base operativa è rimasta attiva fino al tardo pomeriggio di venerdì. Poi è stata smantellata da quando ha preso forma l’ipotesi della fuga volontaria. Sul caso indagano i carabinieri, con il coordinamento del sostituto procuratore Valentina Salvi, che stanno cercando di ricostruire tutte le tessere di questo mosaico in cui una scomparsa è divenuta un allontanamento volontario. Una volta chiariti i fatti, il 36enne, il quale tre anni fa è stato protagonista di un episodio analogo, può infatti rischiare una denuncia per simulazione di reato.

Decisiva la relazione sull’accaduto che verrà presentata al magistrato inquirente, perché su questa strana vicenda pesano le condizioni psicologiche del 36enne, i vari indizi raccolti nei primi momenti delle ricerche che avevano fatto pensare gli investigatori ad un’aggressione ma anche alla decisione di farla finita. Poi l’apparire di una “traccia” che ha spazzato via le più cupe ipotesi, facendo ritenere in vita e non in pericolo il 36enne. Da qui la decisione di interrompere le ricerche. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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