Riapre domani il Rifugio della Pietra di Bismantova
CASTELNOVO MONTI. Riapre domani, giovedì 21 aprile, il Rifugio della Pietra di Bismantova, che riparte con una gestione tutta nuova. Un locale storico, sotto le pendici della rupe più conosciuta dell’...
CASTELNOVO MONTI. Riapre domani, giovedì 21 aprile, il Rifugio della Pietra di Bismantova, che riparte con una gestione tutta nuova. Un locale storico, sotto le pendici della rupe più conosciuta dell’Appennino, a pochi metri dall’eremo, il cui sagrato è chiuso all’accesso dal crollo di un grosso frammento di roccia del peso di diverse decine di tonnellate avvenuto nel febbraio 2015. A rilevare il rifugio sono due imprenditori molto conosciuti: Attilio Vasirani, castelnovese, che in passato ha gestito la storica discoteca di Castelnovo Monti ed alcuni locali tra Castelnovo e Felina, e Maico Rinaldi, titolare dello storico ristorante “Da Wolfango” di Casina.
«Apriamo giovedì – spiega Vasirani – e c’è la voglia di sfruttare le tante potenzialità di questo locale, che a Castelnovo ha davvero una collocazione speciale. E’ un po’ una sfida rimetterci in gioco, ma siamo convinti che ci sia la possibilità di fare bene: la Pietra è bellissima, e il Rifugio offre tante possibilità».
La nuova gestione punta a confermare anche la collaborazione con il Parco nazionale di cui il Rifugio vorrebbe proseguire ad essere centro visite, ma anche ad allargare la clientela: «Vogliamo essere il locale di tutti – prosegue Vasirani – dei rocciatori come delle famiglie. La Pietra attira moltissime persone con interessi diversi, da chi vuole farsi una semplice passeggiata agli alpinisti esperti. Abbiamo impostato il locale per andare incontro a tutti: oltre alla sala ristorante, la seconda sarà più orientata ad uso birreria, panini e pranzi che si potranno anche consumare all’aperto. Ora la ciliegina sulla torta sarebbe la riapertura della “zona rossa” chiusa dal febbraio 2015. Ho avuto modo di parlare con gli operai che stanno lavorando per mettere in sicurezza la parete: sono a buon punto. Il Comune è convinto di poter riaprire per la prossima estate, sarebbe davvero l’ideale».
La storia della “ristorazione” ai piedi della Pietra ha radici molto antiche, quasi quanto la devozione al santuario mariano: nell’800 erano frequentissime le processioni da tutta la montagna che salivano a piedi fino al santuario. Ancora prima della guerra era un uso abitudinario di tante persone salire a piedi. E c’è chi ricorda la storica figura della signora “Lea”, antesignana di quello che poteva essere considerato un servizio di ristoro vicino all’eremo (il rifugio vero e proprio sarebbe arrivato solo decenni dopo). Partiva ogni giorno da Castelnovo, con due borse cariche di generi di conforto, e andava a piedi fino all’eremo: poco prima della chiesa sulla destra della vecchia strada c’era una spianata con alcuni tavolacci e panche di legno, e lì vendeva a chi le chiedeva qualche bottiglia di vino, qualche salame, pane, formaggio, tutto per uno spuntino in compagnia insomma. Poi si è aggiunta l’utenza di escursionisti, rocciatori, appassionati di geologia e flora appenninica, e ancora oggi la Pietra è richiamo per tantissime persone. (l.t.)
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