«Bisogna creare il distretto del lambrusco»
Rio Saliceto, la proposta del presidente dell’Unione Lucio Malavasi: «Serve una legge regionale»
RIO SALICETO. Pensare seriamente alla creazione di un distretto del lambrusco: lo chiede il presidente dell’Unione dei Comuni della Pianura reggiana e sindaco di Rio Saliceto, Lucio Malavasi, per valorizzare uno dei vitigni più amati d’Italia che si sta facendo sempre più largo anche all’estero. In qualità di presidente dell’Unione, Malavasi ha inviato una lettera al presidente della Regione, agli assessori all’Agricoltura sia regionale che provinciale e al presidente della Provincia, informandoli che «nel nostro distretto si coltiva circa il 70% del lambrusco reggiano e che è venuto il momento di pensare ad un sistema per promuovere questo prodotto e i produttori che da anni investono per portare i livelli di qualità a toccare punte d’eccellenza».
«L’idea del distretto ha come obiettivo quello di sollecitare alla Regione proprio la legge sul distretto di cui l’Emilia Romagna è sprovvista – spiega Malavasi – La legge sui distretti identificherebbe la nostra zona e ne faciliterebbe la visibilità in Italia, in Europa e nel mondo. Partecipando ad un convegno sul tema organizzato nell’ambito di Vinitaly 2016 ho avuto modo di apprezzare la condivisione dell’idea sul distretto del lambrusco formulata dal sindaco di Scandiano Alessio Mammi ma anche la proposta del sindaco di Bomporto Alberto Borghi, il quale da alcuni anni sta portando avanti in modo assiduo ed efficace la proposta del cluster del lambrusco. Proposta nata all’indomani del sisma nell’Emilia e recentemente rilanciata come possibile strumento di “difesa” dai rischi della liberalizzazione europea dei nomi dei vini. Essa punta ad investire fortemente sull’innovazione e sulla ricerca e a favorire la condivisione delle informazioni da parte della Regione, della Provincia, dei Consorzi di Tutela di Modena e Reggio, dei grandi produttori del vitigno nostrano, dei piccoli produttori dell’area del Lambrusco di Sorbara, dell’Università di Modena e Reggio e delle associazioni di categoria del mondo agricolo e dell’artigianato. L’obiettivo finale è un piano che valorizzi la percezione e la qualità del territorio creando una catena del valore virtuosa centrata su sviluppo, competitività, certificazione ambientale, formazione e produttività».
«Credo che unendo i nostri sforzi e la nostra passione – afferma Malavasi – potremmo rilanciare il lavoro di squadra pensando davvero al distretto terra del lambrusco includendo anche la restante zona di Parma, inducendo l’Europa a riconoscere l’identificazione dell’area di produzione».
«Un’operazione del genere che funziona molto bene è quella del prosecco. Noi organizzeremo venerdì 6 maggio un convegno dedicato alle strategie per il lambrusco dove ribadiremo questi concetti e sproneremo gli addetti al settore ad unirsi e lavorare per non perdere l’identità italiana. Sono oltre 30 i marchi in tutta Italia che perderebbero il loro valore di esclusività. Nonostante l’annuncio della proposta del direttore generale Joost Korte del ritiro dell’atto delegato sul vino che proporrà al commissario per l'Agricoltura Ue, Phil Hogan il pericolo della liberalizzazione non è del tutto scampato. Ecco perché – conclude il presidente dell’Unione – c’è bisogno del massimo impegno di tutti».
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