Brescello sciolto per mafia, ora don Evandro fa autocritica: «Il paese è morto»
Dopo mesi di strenua difesa, il parroco "erede" di don Camillo ammette: «Se siamo arrivati qui, tutti abbiamo commesso errori»
BRESCELLO (Reggio Emilia). In questi mesi nei quali Brescello è finita più volte sotto attacco, non si è mai sottratto dal fornire il suo punto di vista. Ora che, di fatto, il Comune è rimasto senza il proprio "Peppone", il "Don Camillo" di oggi, don Evandro Gherardi, prova a leggere il difficile momento della comunità brescellese.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13330993:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/04/20/news/il-comune-di-brescello-sciolto-per-mafia-1.13330993]]
Ieri, non appena si è diffusa la notizia della decisione di Palazzo Chigi, il parroco è stato contattato da televisioni, giornali e radio locali e nazionali in quanto la sua opinione è molto considerata.
A differenza del passato, questa volta don Gherardi punta il dito sugli errori commessi, anche da lui stesso, e parla di un paese stanco e diviso, che difficilmente riuscirà a riprendersi dopo una "botta" del genere.
Don Evandro, come ha accolto la decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il Comune?
«E' una decisione che rispetto, non conosco ancora i dettagli ma ci saranno stati validi motivi. Resto della mia idea, a Brescello ci sono dei mafiosi ma ciò non significa che il paese sia mafioso (concetto che il parroco aveva ribadito anche sul pulpito, in chiesa, prima di una processione, ndr). Credo che questa legislatura e anche le precedenti abbiano sempre operato nella legalità e a quel che vedo non posso dire che vi sia connivenza con la malavita. E' anche vero che se si è arrivati a questo punto, però, le istituzioni avranno trovato qualcosa che non va».[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13331605:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/04/20/news/comune-sciolto-per-mafia-brescello-diventa-un-caso-nazionale-1.13331605]]
Qual è lo stato d'animo dei cittadini?
«Il paese è distrutto. La gente è avvilita, e sinceramente fatico a vedere un futuro, al momento vedo solo nero. Ci sono state tante divisioni e ricostruire Brescello sarà difficilissimo, servirà gente nuova e motivata. Se sarò ancora qui, lotterò affinchè la comunità si riprenda e si ritorni gradualmente alla normalità. Auspico che non vi sia un distacco dei cittadini dalla politica, nè tantomeno altre polemiche o condanne: spero che emerga l'impegno. E proprio verso un impegno civico cercherò di spingere i cittadini, perchè ce n'è bisogno».
Cosa cambierà per lei, in concreto, dopo questo provvedimento?
«Non nego di avere un po' paura. Adesso Brescello è morta, dovremo essere capaci di risorgere. Credo che un po' tutti abbiamo commesso degli errori, io compreso. Avrei potuto evitare certe dichiarazioni. Penso sia giunto il tempo di mettere da parte le nostre divisioni, e lavorare tutti insieme. Non siamo riusciti a evitare che si arrivasse a questo punto, e per questo abbiamo senz'altro delle responsabilità, ma dobbiamo metterci d'impegno per riportare Brescello com'era prima».
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