Gazzetta di Reggio

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Il Ponte sud di Calatrava è ostaggio della ruggine

di Ambra Prati
Il Ponte sud di Calatrava è ostaggio della ruggine

Usurato dal tempo e dagli agenti atmosferici il camminamento del viadotto Il servizio tecnico del Comune informato dalla Gazzetta: «Provvederemo»

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REGGIO EMILIA. Grate bucate e divelte, ferro sverniciato, cordoli arrugginiti: è questo l’altro volto del ponte sud di Calatrava, uno dei tre gioielli architettonici da tempo assurti a simbolo di Reggio e divenuti location preferita per spot patinati (l’ultimo, in ordine di tempo, quello del Conad). Un volto degradato che pochi conoscono, perché il passaggio pedonale non è visibile dalla carreggiata dedicata agli automobilisti e sono senza dubbio sparuti i coraggiosi che si avventurano, salendo dai gradini della stradina sottostante, per passeggiare. Peccato, perché il camminamento con pavimento in vetro è stato pensato dall’architetto catalano anche per turisti e curiosi che vogliano godersi il paesaggio, come accade (il paragone è impegnativo) per il ponte di Brooklyn, a New York, entrato nell’immaginario collettivo grazie a centinaia di film.

Invece a Reggio l’abitudine ad utilizzare il corridoio pedonale non ha mai attecchito ed evidentemente la cura del manufatto non è omogenea: se una grande attenzione viene posta per le parti percepibili, non altrettanto si può dire per le sezioni poco bazzicate, come il passaggio pedonale, che è stato abbandonato a se stesso e alla corrosione degli agenti atmosferici. «Non eravamo al corrente della situazione, invieremo dei tecnici per un sopralluogo e valuteremo la manutenzione necessaria», ha fatto sapere Ermes Torreggiani, il dirigente del Servizio viabilità del Comune di Reggio competente per la conservazione dell’infrastruttura.

I ponti, suggestiva porta d’ingresso alla nostra città, sono presenti dal 2007 e fin dai primi anni l’amministrazione comunale ha dovuto farsi carico di una onerosa manutenzione (per ripristino delle porzioni corrose, cura del verde, sistemazione dei fossi di raccolta delle acque piovane) che si aggira sui 100mila euro all’anno a cui si aggiungono i costi per l’illuminazione sia quella ordinaria sia quella straordinaria come nel caso di particolari ricorrenze, quando i ponti sono stati illuminati di bianco, rosso e verde.

Non a caso il Comune di Reggio, copiando dai pochi modelli italiani come è, ad esempio il Lingotto di Torino, ha deciso di reinvestire i proventi delle campagne pubblicitarie che hanno per teatro i ponti (una decina all’anno) nella manutenzione dell’infrastruttura, stipulando un accordo con l’architetto Calatrava che si trattiene sempre una percentuale, come diritto d’autore per lo sfruttamento dell’immagine, pari al 20%.

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