La Cosi-Stefanescu rinasce e diventa una cooperativa
Il merito è di quattro allievi della scuola di ballo che ne hanno raccolto l’eredità Si chiamerà “Nuovo balletto classico”. Liliana: «Ci rivediamo in questi giovani»
REGGIO EMILIA. La compagnia e scuola di balletto classico Cosi-Stefanescu rinasce dalle ceneri con un nuovo marchio: "Nuovo balletto classico". E' merito di quattro giovani cresciuti al suo interno, che ne hanno raccolto l'eredità artistica formando una cooperativa capace di continuarne l'attività benchè la società originaria sia uscita di scena a causa del pesante indebitamento.
Si tratta di un'insegnante e di tre primi ballerini: Nicoletta Stefanescu, figlia di Marinel, che si è diplomata nel 2007, Elena Casolari e Rezart Stafa, diplomati nel 2003, e Dorian Grori, inserito nella compagnia nell'anno 2000. Gli ultimi due sono di origine albanese. Elena Casolari è un'allieva diretta di Liliana Cosi. Il termine ultimo per il salvataggio della vecchia compagnia è scaduto il 31 marzo. Da tempo, però, era stata predisposta la carta di riserva, che s'è rivelata vincente. Così gli allievi della scuola possono continuare a seguire le lezioni nella sede di via Bernini, a Mancasale, e il calendario della compagnia subisce una sospensione di neppure due mesi. L'ultimo spettacolo è stato allestito a Milano il 22 marzo. I prossimi sono in programma il 19 maggio al teatro De Andrè di Casalgrande, il 5 giugno al Valli di Reggio e il 16 giugno a San Gimignano. Sono fissati anche i prossimi appuntamenti della scuola. Il 22 maggio si terrà l'esame d'ammissione per la frequenza del nuovo anno scolastico. Nel mese di luglio si terranno i corsi estivi con sei materie d'insegnamento e il supporto del convitto. Liliana Cosi e il coreografo Marinel Stefanescu, pur avendo perso la titolarità dell'associazione, manterranno la direzione artistica, su richiesta dei nuovi titolari. «Siamo felici - dice Liliana Cosi - perché ci rivediamo in questi giovani che hanno la stessa età che avevamo noi quando iniziammo la nostra avventura a Reggio e nel mondo. Ci piace la generosità dei primi ballerini, che voglio trasmettere ai più giovani ciò che essi stessi hanno ricevuto».
Continuerà, con diverse modalità contrattuali, anche la collaborazione dei circa venti dipendenti. Sembrano superate, quindi, le preoccupazioni espresse tempo fa dai sindacati per i posti di lavoro. Rimane irrisolta la grana finanziaria. La crisi riguardava principalmente la compagnia di danza e si trascinava da anni, fino a determinare un buco di un milione di euro. Si punta a trovare un imprenditore che acquisti l'immobile e lo conceda in affitto a un canone contenuto al Nuovo balletto classico.
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