Le minoranze contro la dirigente scolastica
No alla fusione delle elementari di Sant’Ilario, critiche alla preside Braglia: «Un intervento improprio»
SANT’ILARIO. Una lettera ufficiale dei vertici scolastici di presa di posizione politica contro i due gruppi di minoranza, lettera inviata ai due periodici locali, non firmata, per di più spedita dalla mail del Centro Mavarta: il vespaio sulla sicurezza delle scuole elementari di di via Roma (che portò alle dimissioni del vicesindaco Rossella Campari) presenta l’ennesima coda polemica. Si scadrebbe nel pettegolezzo da paese, se non fosse che i due capigruppo Alberto Iotti (“Lavorare per Sant’Ilario”) e Marco Orlandini (“Cambia Sant’Ilario”) insorgono contro lo sgambetto a gamba tesa da parte di chi politico non è, inviano una segnalazione all’ex Provveditorato sul comportamento della preside della “Munari” Mariagrazia Braglia e parlano di «intervento improprio, anomalo e scorretto: non si è mai visto una dirigente scolastica che si mette alla testa di un piano politico teso a contestare le nostre proposte e a dar man forte alla maggioranza Pd».
Mesi fa, durante il dibattito sulla sicurezza sismica di via Roma, le minoranze avevano proposto di fondere le due scuole elementari di S.Ilario, via Roma e via Podgora, in un unico plesso scolastico, ampliando via Podgora perché è la più recente e a pianoterra: via Roma risale al 1911, conta tre piani dei quali l’ultimo totalmente inutilizzato, presenta grossi problemi di sicurezza e staticità sismica.
«Era una proposta per investire più risorse nella scuola pubblica, per renderla più accogliente e qualificata, non certo per togliere» – sottolineano i due capigruppo.
All’epoca le minoranze avevano chiesto anche di indire una conferenza pubblica sulla scuola che, «nei tempi e nei modi adeguati, discutesse della nostra e di altre proposte: ci è stata negata».
Dopo la lettera di un gruppo di genitori, che chiedevano conto del trasferimento dei servizi educativi 0-6 anni al Consorzio Bassa Val d’Enza, il caso scuole sembrava essersi smontato. Finché, nei giorni scorsi, l’istituto scolastico ha pubblicato sul suo sito una lettera - firmata genericamente “La dirigente scolastica, la DSGA, i docenti, i rappresentanti di classe e il personale ausiliario del plesso Munari” - indirizzata a Iotti e Albertini ma non spedita a loro, bensì a Gazzettino Santilariese e Via Emilia. «Altra perla dell’iniziativa: la trasmissione ai periodici locali è stata effettuata dall’insegnante referente della scuola “Munari”, signor Paolo Franchi, mercoledì 13 aprile alle ore 19.27, da una casella postale del centro culturale Mavarta, quindi, non sappiamo a quale titolo, di un ufficio del Comune!»– commenta la minoranza. «Si può avere l’opinione che si vuole, ma che ci sia un documento ufficiale di natura politica da parte di chi dovrebbe svolgere invece un ruolo di dirigenza tecnica di un istituto scolastico, fa molta specie: il senso delle istituzioni dov’è? - concludono Iotti e Orlandini - Per quanto ci riguarda siamo di fronte a un evidente uso politico di una funzione dirigenziale pubblica, che censuriamo e che abbiamo segnalato al dirigente dell’Ufficio Scolastico di Reggio Emilia e al direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale. Abbiamo inoltre presentato un’interpellanza al sindaco Moretti per conoscere come mai il signor Paolo Franchi abbia in uso la casella postale di una struttura comunale».
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