«Non si possono cambiare le tradizioni»
Castelnovo Monti, Ugolotti risponde ai 5Stelle: «Togliere la testa alla porchetta? Troppe disposizioni»
CASTELNOVO MONTI. La mozione, per certi aspetti curiosa, presentata dal Movimento 5 Stelle di Castelnovo, per chiedere di esporre nei banchetti – rosticceria in occasione di fiere e manifestazioni la tradizionale porchetta senza la testa del maiale, per non urtare la sensibilità dei bambini, suscita la reazione dell’altro gruppo di minoranza, Progetto per Castelnovo Monti.
«Ognuno di noi ha le proprie sensibilità – afferma il capogruppo Robertino Ugolotti_ che forse sono più accentuate in chi ha spirito artistico, ma non sembra giusto che i sentimenti individuali possano modificare le consuetudini, e anche le regole, che si sono andate formando nel corso degli anni, per non dire dei secoli. Non può cioè bastare la ragione che “a me personalmente fa male vederla esposta e non è giusto che debba girarmi dall’altra parte”, come si dice nella fattispecie in riferimento alla testa della porchetta. L’uomo moderno ha spesso la tendenza, se non la presunzione, di cambiare quanto è stato fatto dalle generazioni precedenti nell’ambito dei costumi, in nome di una modernità che in questo campo non sembra aver portato grandi frutti».
«Non a caso – conclude Ugolotti – sempre per restare in tema di alimenti, anche la legislazione italiana, in deroga a quanto vale per noi, consente la macellazione degli animali senza preventivo stordimento per quelle comunità che consumano soltanto carni ottenute tramite la cosiddetta macellazione rituale, tanto è forte la loro fermezza e determinazione nel conservare e difendere le proprie tradizioni, mentre qui, con un provvedimento comunale, si vorrebbero cambiare quelle nostre, anche se qualcuno può considerare ben poca cosa l’impedire l’esposizione delle porchette con la testa, ma ci sono motivi per non pensarla così. Va anche detto che il proliferare delle disposizioni locali può creare non pochi problemi, come la vendita ambulante nei mercati, non aiutano certamente la nostra economia, e poiché il fenomeno non riguarda solo il commercio c’è chi guarda con favore il riportare a livello nazionale poteri decisionali che erano stati decentrati, proprio per evitare condizioni di disparità tra gli operatori economici. Quanto all’educazione dei bambini, se volessimo tenerli al riparo da tutte le immagini crude, dovremmo isolarli da tutto quello che capita di vedere quotidianamente alla tv, sui giornali, nelle strade e in altri luoghi, il che è praticamente impossibile e forse non li aiuteremmo neppure a crescere». (l.t.)
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