Sciopero, piazza piena per Fiom, Uilm e Fim
I sindacati dei metalmeccanici uniti contro Federmeccanica: «Siamo più di 1500, adesione al 90%»
REGGIO EMILIA. Bandiere colorate, cori e tanta partecipazione alla manifestazione dei metalmeccanici di ieri in via Toschi, davanti alla sede di Confindustria di Reggio Emilia. Il mancato accordo sul rinnovo del contratto di lavoro nazionale tra sindacati e Federmeccanica è infine sfociato in uno sciopero generale unitario di quattro ore che ha visto un’alta partecipazione anche sul nostro territorio. Due presidi, uno in centro città e uno a Reggiolo davanti alla Comer Industries, in cui i lavoratori del settore metalmeccanico reggiano hanno ribadito le loro posizioni. Nel tentativo di “salvare” il contratto nazionale e intimando agli industriali di cambiare le clausole sugli orari di lavoro e sugli aumenti salariali.
«Io sono della Walvoil e della mia ditta siamo venuti quasi tutti - racconta Stefano Codeluppi, operaio dell’azienda - non ci sta bene il modello Fiat e lotteremo per difendere i nostri diritti. Noi metalmeccanici siamo l'ultimo zoccolo duro rimasto, se cediamo noi poi per loro sono solo praterie». Soddisfatti anche i sindacati rappresentanti del settore: Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Fim-Cisl, uniti di nuovo dopo diverso tempo, escono infatti rafforzati dopo questa giornata di manifestazioni. «Qui in via Toschi saremo stati circa 1.500 - spiega Giorgio Uriti, segretario Fim Reggio Emilia- e abbiamo visto operai di tutte le principali fabbriche della zona, dalla Walvoil alla Corghi, dalla Terex alla Salvarani.» Con un’adesione nelle singole aziende molto alta, come conferma Sergio Guaitolini, segretario della Fiom reggiana: «Nei reparti produttivi c'è stata un'altissima adesione: in tutte le ditte hanno partecipato tra l'80 e il 90% di lavoratori, fermando la catena produttiva. In genere la protesta monta con il passare del tempo ma se alla prima iniziativa il motore ha già questi giri siamo sicuri di poter fare una bella gara. Quello di oggi era un avviso di garanzia diretto alla Federmeccanica, o cambiano direzione come ha dichiarato qualche giorno fa lo stesso Storchi, o noi siamo pronti ad andare avanti a oltranza». Insomma un fronte comune che, secondo il segretario di Uilm Reggio Emilia Jacopo Scialla «ha lanciato un messaggio forte a chi si voleva impossessare del futuro dei lavoratori e della loro rappresentanza: i lavoratori hanno piena consapevolezza della serietà della minaccia».
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