Bargiacchi: «Il Pd ha perso contatto con la realtà»
Ventasso: il candidato sindaco replica a Tirelli, segretario di zona del partito «Sai bene che gli elettori del centrosinistra reclamavano il diritto di scelta»
VENTASSO. «Il Pd della montagna ha perso il contatto con la realtà». Cinque anni fa, quando guidò una lista civica contro quella “ufficiale” del Pd, Paolo Bargiacchi rivendicò il suo legame con quella forza politica. Questa volta le bordate del coordinatore Pd di zona, Guido Tirelli, sembrano far vacillare quel sentimento. La risposta di Bargiacchi, che pure non trascende i toni, è comunque dura nei temi. Spiega il candidato sindaco, che ha annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di guidare nuovamente una lista civica: «Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere. Purtroppo, in questa vicenda elettorale il Pd, ha perso il contatto con la realtà. Sono state infatti negate le primarie chieste da oltre 700 persone, iscritti e simpatizzanti, che da soli rappresentano un quinto degli elettori di Ventasso. Di fronte a questo incomprensibile rifiuto, mi sono sentito in dovere di accettare la candidatura che il comitato che li rappresenta mi ha richiesto, alla guida di una lista civica popolare, autonoma e indipendente. Francamente da Guido Tirelli mi aspettavo di meglio. Però questa è la conferma che in montagna il Pd sta brancolando nel buio e può tentare di reagire solo arrampicandosi sugli specchi, come è avvenuto in questo caso. Comunque, un politico di lungo corso come lui, che non è né una faccia nuova né un giovane di belle speranze o una promessa per il futuro, non può, e glielo dico da amico di vecchia data, lasciarsi andare a spiegare le vicende politiche di questi giorni evocando il demonio o la favola di Esopo di scolastica memoria. Tantomeno può abbandonarsi a polemiche spicciole di corto respiro che mi definiscono “sindaco per sempre”, oppure spettatore o protagonista di film o telenovelas ambientate in quel di Ventasso».
Conclude Bargiacchi: «Tirelli sa bene che l’accordo tra il sottoscritto e il suo collega e coetaneo Antonio Manari è stato contestato dagli elettori del Comune, e ancor più da quelli del centrosinistra e del Pd, che reclamavano il diritto di avere un candidato sindaco scelto da loro e non designato dal partito. A quel punto ho chiesto di consentire agli elettori, con le primarie o anche in ogni altro possibile modo, di scegliere il candidato a primo cittadino tra una rispettabilissima figura scelta e designata dal partito nell’ambito della società civile e un’altra figura, di lunga militanza nel partito e di lunga esperienza nell’amministrazione degli enti territoriali dell’Appennino, che si è impegnato e ha creduto nella fusione come mezzo di promozione e sviluppo del territorio e per il bene comune della sua popolazione. Ho reclamato le primarie, e il Pd non le ha concesse. Lo stesso Tirelli queste cose le sa bene. E mi stupisce che non le dica».
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