Continua anche nel 2016 la morìa delle imprese
I dati dell’Ufficio studi della Camera di commercio evidenziano un saldo negativo a calare sono le imprese individuali mentre salgono le società di capitale
REGGIO EMILIA. Se come dicono un po’ tutti da tempo la grande crisi è oggi ormai alle spalle, a Reggio i dati sulla natalità e mortalità delle imprese sembrano dire che così non è.
Calano nella nostra provincia le ditte individuali mentre crescono le società di capitale e quelle dei servizi. Il saldo complessivo risulta purtroppo sensibilmente negativo e in marcata controtendenza rispetto ai dati registrati a livello nazionale. E’ il quadro che emerge dalla rilevazione condotta dall’Ufficio Studi della Camera di commercio reggiana che ha documentato un primo trimestre 2016 in faticosa salita con il Registro delle Imprese che vede più cancellazioni che nuove iscrizioni.
Il fenomeno è abbastanza fisiologico sul finire dell’anno precedente quando si concentrano di solito le chiusure (e ciò è avvenuto anche alla fine del 2015) mentre appare decisamente insolita la flessione si è verificata ed ulteriormente accentuata nei primi mesi di avvio del nuovo anno.
Nella nostra provincia, da gennaio a marzo, sono state avviate in tutto 1.135 nuove attività mentre ci sono state 1.446 chiusure; in pratica 311 imprese in meno, oltre il 60% in più rispetto al primo trimestre del 2015 quando il saldo negativo si era fermato a – 189 aziende e quasi il doppio di quanto avvenuto nello stesso periodo del 2014 che aveva avuto un calo di 165 unità imprenditoriali.
L’unico Comune reggiano con un saldo positivo è stato quello di Quattro Castella che ha visto nascere 34 nuove unità mentre le cessazioni sono state soltanto 21. Ligonchio è stato invece l’unico territorio che non ha lamentato cessazioni ed ha avuto al contrario una pur sola apertura.
Passando alla forma giuridica delle imprese nate e defunte si nota che i dati complessivi indicano 778 nuove iscrizioni di ditte individuali mentre 1.092 sono quelle analoghe che hanno chiuso i battenti. Più dinamiche le società di capitale che hanno presentato 245 nuove aperture e solo 137 cessazioni con un saldo che dunque positivo per 108 unità anche se in misura insufficiente a controbilanciare la flessione generale.
Completano il quadro le imprese di servizi che, ancora una volta, sono andate crescendo. In particolare nelle attività finanziarie e assicurative, nella produzione di software, nelle attività di assistenza sanitaria oltre che in quelle sportive, di intrattenimento e divertimento.
La flessione più marcata è avvenuta nella imprese di costruzioni (- 179) e nel commercio (- 115). Negativi anche il manifatturiero (- 72) e l’agricoltura ( - 55).
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