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Contratto aziendale Lo sciopero spacca gli operai di AlfaLux

Contratto aziendale Lo sciopero spacca gli operai di AlfaLux

Castellarano: la Filctem Cgil guida la “rivolta” in ceramica ma non tutti i dipendenti si astengono dal lavoro

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CASTELLARANO. Un giorno di sciopero per il rinnovo del contratto aziendale. L’hanno passato ieri molti dipendenti della AlfaLux di Roteglia, uomini e donne tesserati per la Filctem-Cgil che hanno organizzato un presidio proprio davanti all’ingresso del loro luogo di lavoro. È un periodo di tensione allo stabilimento produttivo di Roteglia del gruppo ceramico Riwal, che negli impianti di via della Repubblica realizza materiali del marchio AlfaLux. La Riwal è un gruppo che fa capo alla Casalgrande Padana e che ha due sedi separate, una a Maranello e una appunto a Roteglia, e gestisce due marchi piuttosto noti, Saime e AlfaLux. Un paio d’anni fa è scaduto il contratto aziendale e circa da otto mesi i rappresentanti aziendali e quelli delle maestranze, affiancati dai sindacati, hanno iniziato la trattativa per il rinnovo.

Nel Modenese l’accordo è stato trovato a marzo, sottoscritto dalle varie parti e ora sta per diventare operativo. Diversa la questione nello stabilimento di Roteglia, dove sono impiegate oltre 200 persone e dove una parte corposa dei lavoratori non è intenzionata ad accettare la proposta della proprietà per il contratto aziendale, contestando alcune delle parti integrative previste.

La questione è molto complessa e anche fra i dipendenti vi sono visioni differenti sull’approccio da utilizzare. I tesserati Cgil sono quelli più decisi a rifiutare l’accordo attuale e a chiedere una revisione che cambi le parti in tavola.

Ieri è arrivata la prima dimostrazione, con lo sciopero indetto appunto dalla rappresentanza Cgil, mentre le altre sigle sindacali non hanno aderito alla protesta e al presidio davanti ai cancelli di via della Repubblica, nella zona artigianale di Roteglia. Dopo questo segnale, ora si riprenderà a discutere, cercando di appianare le divergenze. «Noi vogliamo lo stesso contratto riconosciuto ai dipendenti di Casalgrande Padana», spiegano alcuni degli operai che ieri hanno scioperato, richiamando la comune proprietà rispetto alla storica ceramica casalgrandese. Anche se la proprietà è la medesima – e lo stesso vale per il presidente, Franco Manfredini – si tratta però di realtà imprenditoriali distinte e non necessariamente collegate per i contratti aziendali. (adr.ar.)

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