Meningite allo Zanelli ricoverato uno studente
Già partita la profilassi antibiotica per i ragazzi di due classi e per i professori La dottoressa Mattei: «Escluso qualsiasi legame con l’epidemia in Toscana»
REGGIO EMILIA. Uno studente dell’Istituto Zanelli si trova ricoverato all’ospedale “Franchetti” di Montecchio affetto da meningite. Le sue condizioni sono giudicate buone e tra pochi giorni potrebbe già tornare a casa. Intanto, ieri pomeriggio, i compagni di classe, gli insegnanti e gli operatori scolastici che hanno avuto stretti contatti con lo studente sono stati convocati dal Servizio di Igiene e Sanità Pubblica: dovranno assumere, a scopo cautelativo, la profilassi antibiotica.
«Innanzitutto - ci ha spiegato la dottoressa Giovanna Mattei del Servizio Igiene Pubblica - va precisato, per evitare falsi allarmismi, che il sierogruppo di meningococco che ha causato la malattia è diverso da quello responsabile dei casi che si sono verificati nei mesi scorsi in Toscana». Sono infatti 18 i contagi contati dall’inizio dell’anno in Toscana che, sommati ai 38 del 2015, portano a 56 i casi di meningite. «Una vera e propria emergenza - precisa la dottoressa Mattei - dovuta però al meningococco C ed è stato del tutto escluso che nel caso dello studente dello Zanelli si tratti di questo ceppo. Oltrettutto, va detto che non è una forma di meningite grave, a dimostrarlo i fatto che le condizioni dello studente ricoverato a Montecchio sono buone».
E se, anche per la meningite, il vaccino resta l’unica misura di prevenzione veramente efficace, qual è la copertura nella nostra provincia? «Dal 2006 - spiega Mattei - vacciniamo i bambini di 14 mesi e poi gli adolescenti di 14 anni. Questo non avviene ovunque ma a Reggio la sensibilità è molto alta».
Ma come si trasmette la meningite e quali sono i tempi del possibile contagio? La trasmissione della malattia avviene con l'emissione di goccioline di saliva che si emettono parlando, starnutendo, tossendo e pertanto sono a rischio di contagio le persone che hanno avuto contatto stretto (a distanza inferiore a 1 metro) e prolungato con l'ammalato nei 7 giorni precedenti la malattia.
Il periodo di incubazione varia da 2 a 10 giorni, di solito 3-4 giorni raramente può essere più prolungato. Si consiglia comunque nelle 4 settimane successive all'ultimo contatto con il malato di porre attenzione alla comparsa di febbre accompagnata da cefalea, rigidità nucale, nausea, vomito a getto, e, spesso, esantema con macule rosacee: in questo caso è necessario rivolgersi al proprio medico curante o al Pronto Soccorso, riferendo che si è stati a contatto con un caso di meningite.
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