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Morto Giovanni Campioli decano dei sarti reggiani

di Luciano Salsi
Morto Giovanni Campioli decano dei sarti reggiani

È scomparso al’età di 98 anni a Villa Margherita, dove era ricoverato da tempo Storico il suo laboratorio in via Emilia San Pietro. Domani mattina i funerali

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REGGIO EMILIA. Una volta non si chiamavano stilisti e non accumulavano ingenti fortune. Tuttavia i sarti del passato non erano meno abili, benchè fossero semplici artigiani. Anzi, lavorando sempre su misura, dovevano avere una grande maestria per accontentare i clienti. Le doti professionali, apprese fin da ragazzo con un lungo apprendistato, non mancavano all’ultimo fra i sarti della tradizione reggiana, che si è spento ieri all’età di 98 anni a Villa Margherita, dove era ricoverato da tempo. Giovanni Campioli, che era nato a Reggio e aveva lo stesso cognome del primo sindaco del dopoguerra, si era guadagnato in città una fama meritata.

Molti ricordano il laboratorio da lui acquistato negli anni ’50 insieme all’alloggio sovrastante, al numero 59 di via Emilia San Pietro, sotto i portici, in un palazzo con l’ingresso contornato da colonne di marmo. Vi riceveva non solo i clienti, ma anche gli amici, finchè pose termine definitivamente alla sua attività una ventina d’anni fa. Quello era il suo regno, dove confezionava abiti da uomo con una passione, una bravura e una perizia che gli avevano procurato il titolo di cavaliere del lavoro, conferito dal Presidente della Repubblica. Nella sua lunga vita, però, non c’era stato spazio soltanto per il lavoro, a cui si era dedicato per più di sessant’anni. Campioli ne aveva 25 quando l’Italia, dopo l'8 settembre 1943, subì l’occupazione tedesca. Come tanti altri giovani reggiani partecipò alla Resistenza, collaborando con la settima brigata Gap, che operava in pianura. Pur non prendendo parte direttamente ai combattimenti, si era prodigato per ospitare prigionieri di guerra e per fiancheggiare le operazioni militari.

Fra queste gli piaceva ricordare l’assalto a un treno merci e la requisizione delle molte forme di Reggiano che i tedeschi vi avevano caricato per trasportarle in Germania. Nel dopoguerra aveva fatto parte della Commissione provinciale dell'artigianato, presso la Camera di Commercio. Inoltre era stato per anni il presidente dell'associazione reggiana dei sarti. Giovanni Campioli, che aveva la residenza in viale IV Novembre, lascia la moglie Annita, il genero Fabrizio e i nipoti Dario e Valeria. Le esequie saranno celebrate domani alle 11,30 nella chiesa del cimitero nuovo di Coviolo. La salma sarà poi riportata nelle camere ardenti in attesa della cremazione.

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