Gazzetta di Reggio

Reggio

Muore storico dirigente dell’Us Barcaccia

Muore storico dirigente dell’Us Barcaccia

Franco Bottazzi ucciso a 72 anni da una malattia, oggi alle 15 i funerali nella chiesa di Bibbiano

2 MINUTI DI LETTURA





BIBBIANO. Ancora un lutto per il calcio dilettantistico reggiano, che perde uno dei suoi protagonisti.

Mercoledì, nella sua casa di Bibbiano, dove viveva da sempre, è morto Franco Bottazzi, storico dirigente dell’Unione sportiva Barcaccia (la squadra della frazione sampolese, di cui era stato anche allenatore) e, per alcuni anni, della Termolan Bibbiano, oggi confluita nel Bibbiano San Polo.

Pochi mesi fa gli era stata diagnosticata una malattia che non gli ha dato scampo, nonostante gli interventi chirurgici ai quali è stato sottoposto per cercare di guarirlo.

Tecnico della Site, l’azienda che si occupava di stendere le linee telefoniche per la Sip, oggi Telecom, era in pensione da alcuni anni e dedicava il suo tempo libero, oltre che alla famiglia, proprio ai giovani del Barcaccia.

I funerali di Franco Bottazzi, che lascia nel dolore la moglie Giuliana, i figli Maura, Claudio e Fabrizio e i tantissimi giocatori che ha conosciuto in 40 anni dedicati al calcio dilettantistico, si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15 nella chiesa parrocchiale di Bibbiano. Il feretro partirà dall’obitorio dell’ospedale Franchini di Montecchio, dove è stata allestita la camera ardente, alle 14.45.

Appresa la notizia della morte del dirigente accompagnatore, amici e giocatori dell’Us Barcaccia lo hanno voluto ricordare così.

«Caro Franco, neanche il tempo di festeggiare una salvezza raggiunta con largo anticipo rispetto alle previsioni, e iniziare a programmare il futuro societario, che il cuore si ferma alla notizia della tua scomparsa…

E’ quindi con queste poche parole, che vorremmo che tutti sapessero che non potrai più calcare i campi della regione, guardare partite, visionare giocatori e squadre avversarie come eri abituato a fare ormai da più di 40 anni. Tantissime persone ti conoscono e vorremmo che tutti sapessero che per te è arrivato il momento, purtroppo, del triplice fischio.

La Barcaccia ti deve tantissimo: hai contribuito a fondare la società e, assieme agli altri volontari, a costruire quel campetto oggi forse un po’ stretto e demodé, ma che avete sempre curato con amore e passione, perché era la seconda casa di molti di noi. Hai sempre dato senza chiedere mai nulla in cambio, nel vero spirito del volontariato. Seguici sempre da lassù, mi raccomando, assieme all’amico Danilo perché no, vegliando sempre su di noi.

Semplicemente Grazie, Grazie, Grazie.

I Tuoi Ragazzi dell’ Us Barcaccia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google