Rifiuti porta a porta Il voto ai cittadini «Cavriago riciclone»
L’assessore Corradi 5 mesi dopo l’attivazione del servizio «Resta qualche criticità, ma le previsioni sono confermate»
CAVRIAGO. Dopo aver annunciato che arriveranno le guardie ecologiche volontarie a multare chi non rispetta le regole, il vicesindaco Stefano Corradi ora snocciola i primi dati sulla raccolta differenziata porta a porta. «C’è ancora qualche criticità – afferma – ma nel complesso si sono confermate le previsioni e Cavriago torna a essere un Comune riciclone».
Il servizio di raccolta porta a porta, per tre frazioni di rifiuto, è attivo dal primo dicembre 2015 e, come spesso avviene per le novità, anche questa ha visto diverse difficoltà e critiche da parte della cittadinanza. «È una tappa di un percorso impegnativo in cui l’amministrazione comunale ha coinvolto la nostra comunità, le associazioni di categoria, gli esercizi commerciali, le famiglie. Un percorso non semplice, soprattutto nei primi mesi, ma che sta dando risultati importanti».
Dati alla mano, che cosa emerge?
«Dall’analisi dei primi dati fornitici da Iren, si evidenzia un trend sulla raccolta differenziata che ci farebbe balzare al 20esimo posto (ora siamo al 60esimo) dei Comuni più ricicloni dell’Emilia Romagna, con l’80% di raccolta differenziata. Un dato generato dal deciso incremento di quantità di frazione organica passata da 5 chili per abitante annui (prima del domiciliare), a 75 chili per abitante annui. Inoltre, se da un lato le quantità avviate al riciclo aumentano – soprattutto per plastica, vetro e carta –, dall’altra stiamo osservando una decisa riduzione di rifiuto indifferenziato a smaltimento, il quale dovrà portarci molto vicino alla quota obiettivo di 120 chili annui, come stabilito dal Piano d’ambito provinciale».
Quindi i primi dati sono tutti positivi o c’è anche qualche dato negativo?
«Stando ai dati, emerge come il quantitativo dei rifiuti indifferenziati ingombranti, tipicamente quelli provenienti dall’isola ecologica o conferiti dalle grandi utenze, non sia in linea con le riduzioni previste, segno evidente che occorre fare ancora un grande lavoro di sensibilizzazione rispetto alla riduzione effettiva dei rifiuti, e procedere con lo studio di fattibilità per progetti come il Centro del Riuso».
Diversi cittadini hanno segnalato dei disservizi.
«Un cambiamento del genere non è semplice, specie i primi mesi. Ma, grazie ai microchip installati nei contenitori dell’indifferenziato, possiamo costantemente monitorare il numero di passaggi e le percentuali di esposizioni che zona per zona si verificano. Da questo punto di vista sono state di fondamentale importanza le segnalazioni e gli avvisi al Comuneinforma o al numero verde di Iren, attraverso i quali si è avuto modo di capire le criticità e approntare le necessarie azioni risolutive».
Quali sono i numeri dei disservizi?
«Nei primi tre mesi del nuovo servizio, su un totale di 4721 utenze attive, abbiamo avuto 68 segnalazioni di disservizi, pari all’1,44%; le richieste di informazioni sono state 182, mentre i necessari cambi di dotazione sono stati 269».
Dopo quasi cinque mesi, come intendete procedere?
«Passato il periodo di iniziale rodaggio, ora dobbiamo fare i conti con una gestione più ottimale del servizio, che possa confermare il trend di riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati da un lato e incentivare le raccolte differenziate dall’altro, sempre con un occhio di riguardo ai costi della Tari. Per disincentivare gli abbandoni e i conferimenti sbagliati, abbiamo predisposto una convenzione con le Guardie giurate ecologiche volontarie, che avranno il compito di contrastare tali comportamenti, approntando, qualora fosse necessario, le dovute notifiche».
A proposito di Tari, cosa accadrà?
«Per quanto riguarda la Tari 2016, l’aumento per il Comune di Cavriago dovrebbe essere in linea con gli aumenti degli altri Comuni, parliamo di circa il 2,3%; oltre a questo saranno da prevedere alcune quote aggiuntive che saranno sommate successivamente all’approvazione del piano, nel complesso circa 40mila euro in più sull’intero piano comunale, che vale dagli 8 ai 10 euro per le tasche delle famiglie. Un risultato che, seppur in crescita, è contenuto dal punto di vista della cifra, ben lontana dai considerevoli aumenti paventati all’inizio della raccolta porta a porta. Questo risultato è stato possibile grazie al sostegno della Regione e a un intenso lavoro che, dal punto di vista politico e tecnico, ha impegnato nelle settimane scorse i rappresentanti dei Comuni nel Consiglio locale di Atersir, organo deputato all’approvazione delle tariffe».
Dunque il porta a porta è stato un grosso cambiamento per Cavriago, «un passaggio necessario per rimetterci sulla strada di una maggiore sostenibilità ambientale, nonché di un rapporto più corretto con i beni di consumo che quotidianamente ci troviamo ad acquistare e, sempre più velocemente, a dover “gettare via”».
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