Tempo di cambiare: servono conoscenze e competenze
REGGIO EMILIA. «E' il tempo delle scelte ma serve una volontà condivisa. Gli attori amministrativi economici e sociali debbono considerarsi parte di una stessa comunità, artefici di uno stesso...
REGGIO EMILIA. «E' il tempo delle scelte ma serve una volontà condivisa. Gli attori amministrativi economici e sociali debbono considerarsi parte di una stessa comunità, artefici di uno stesso destino». E' l'appello lanciato dal presidente di Unindustria Reggio, Mauro Severi, aprendo ieri nella Sala degli Specchi del Valli l'assemblea dei Giovani sul tema “Le nuove vie per l'impresa”.
«Occorre un rinnovamento culturale - ha osservato il presidente dei Giovani Enrico Giuliani - ma siamo pronti al cambiamento?». In effetti stanno mutando i processi operativi, la gestione del ciclo di vita del prodotto, il servizio al cliente. Reggio si pone ai vertici in Europa per industrializzazione manifatturiera ma per restarvi deve acquisire conoscenze tecnologiche e competenze, aumentare il valore delle produzioni, attivare reti di collaborazione fra imprese e Università. Missione difficile da compiere se le articolazioni istituzionali continuano a pensare ed agire come in passato quando le certezze superavano gli elementi di instabilità. Ecco i richiami a Reggio Innovazione, all'Area Vasta, alla Mediopadana, per superare una realtà che agisce in modo disarticolato, spesso divergente, senza un sistema centrale che controlli e governi. Cosa può servire all'imprenditoria reggiana lo ha precisato il giornalista Oscar Giannino dialogando con Marco Bicocchi Pichi (presidente di Italia Startup), Vittorio D'Amato (direttore di Liuc Università Cattaneo) e l'imprenditrice reggiana (vice presidente per l'Europa di Confindustria) Lisa Ferrarini. Tutti concordi sulla rivoluzione in atto nel contesto in cui viviamo per reagire ai mutamenti ritoccando le strategie e anticipando le tendenze. Ben vengano le start up se scelgono questo percorso. Negli ultimi cinque anni la velocità dei cambiamenti è accelerata per i diversi prezzi energetici, l'esplosione tecnologica, il costo del lavoro (che in Cina e Brasile sta lievitando). «Dobbiamo prepararci - ha concluso Giannini - a modi nuovi di gestione, management, commercializzazione». Importanti riflessioni sono state proposte dall'economista Eugenio Benetazzo che ha indicato i quattro driver di cambiamento dell'economia: fonti energetiche, modello di condivisione delle risorse, cambio della leadership mondiale (in 15 anni Cina e India sopravanzeranno gli Usa) e l'impatto devastante delle nuove tecnologie nel lavoro.(l.v.)
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