Delitto Gobbi, l’assassino condannato a 18 anni
Viadana: Bonazzoli ha confessato l’omicidio e ha avuto uno sconto di pena Il complice, il borettese Infante, condannato all’ergastolo in Corte d’Assise
Luciano Bonazzoli, il 48enne bresciano di Gottolengo che ha confessato di aver ucciso il cognato Giorgio Gobbi a fucilate nella sua azienda di Viadana è stato condannato ieri mattina a 18 anni di reclusione.
Al complice Edo Dolci, il 50enne di Marmirolo (Mantova) a cui sarebbe stato assegnato il ruolo di ripulire il sangue sul luogo del delitto e di disfarsi della doppietta gettandola in un canale, sono stati invece inflitti tre anni e quattro mesi per favoreggiamento. Entrambi hanno beneficiato dello sconto di pena garantito dal rito abbreviato.
La sentenza è stata emessa dal giudice Matteo Grimaldi, pubblico ministero il sostituto procuratore Silvia Bertuzzi che per Bonazzoli aveva chiesto vent’anni di reclusione, due in più di quelli inflitti.
Grimaldi ha anche disposto una provvisionale, immediatamente esecutiva, di 50 mila euro di risarcimento a favore della madre della vittima, Eurosia Branchi, e di 25mila euro a favore della convivente Alina Vasilica Montogna. Dovranno inoltre essere risarcite le costituzioni delle parti civili, per complessivi 9mila euro.
Bonazzoli, difeso dall’avvocato Luca Faccin, è stato condannato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, per porto e detenzione di arma clandestina e occultamento di cadavere.
Dolci, difeso dall’avvocato Sergio Genovesi, si è visto derubricare l’accusa da concorso in omicidio volontario a favoreggiamento. Da qui la condanna a tre anni e quattro mesi di reclusione richiesta dallo stesso pubblico ministero.
La vicenda. Il 4 dicembre 2014 Giorgio Gobbi, 43 anni, imprenditore di Cicognolo (Cremona) ma originario di Rivarolo, viene freddato con due colpi di fucile nella sede della sua ditta di Viadana, la Luma srl. A premere il grilletto il cognato Luciano Bonazzoli, di 48 anni, che ha confessato il delitto. Complice dell’omicida Edo Dolci, 50enne di Marmirolo, che avrebbe avuto il compito di ripulire il sangue sul luogo del delitto e di disfarsi della doppietta, facendola a pezzi e gettandola nelle acque del Diversivo a Soave di Porto Mantovano. Terzo complice Roberto Infante, il 51enne artigiano edile di Boretto – condannato all’ergastolo in Corte d’Assise il 25 marzo scorso – che avrebbe aiutato Bonazzoli nelle fasi dell’omicidio e del trasporto del cadavere di Gobbi, abbandonato nel baule della sua Range Rover nel parcheggio di un centro commerciale alle porte di Parma.
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