Giornate della laicità: si parte con Dario Fo e col suo “amico” Dio
Il premio Nobel per la letteratura ieri al Centro Malaguzzi ha inaugurato la “tre giorni” in una sala gremita di pubblico
REGGIO EMILIA. La Chiesa, Dio, i santi e il Papa: questo il filo conduttore del discorso tenuto da Dario Fo ieri al centro Loris Malaguzzi, in occasione dell'apertura delle Giornate della laicità. Un excursus in cui il sacro ha incontrato lo scherzo e il paradosso tipici dei monologhi del premio Nobel per la letteratura, e un'occasione per presentare il suo ultimo lavoro dal titolo, non a caso, “Dario e Dio”, edito dalla casa editrice Guanda e pubblicato in occasione dei novant'anni dell'artista.
A condurre l'incontro in una sala stracolma la giornalista Giuseppina Manin, che con domande ironiche e mai scontate ha stuzzicato la fantasia e la memoria quasi centenaria di Fo. I primi incontri con il teatro, le “esibizioni” in treno davanti ai suoi amici, la prima vola che ha conosciuto quella che poi sarebbe stata la compagna di una vita, Franca Rame. Sempre parlando e raccontando Dio tanto che alla fine, sorride sornione il maestro, «siamo diventati amici».
Dall'immenso patrimonio dei testi ufficiali e apocrifi Fo ha tratto spunto per riletture della Bibbia e dei Vangeli, della figura di Maria, del rapporto di Gesù con le donne, dell'invenzione della Chiesa e delle sue tante malefatte. Tutto questo con la sua classica ironia provocatoria. E ora, arrivato ai novant'anni, ha deciso di tirare le somme. A partire, ad esempio, dal rapporto della divinità con i suoi figli: «Dio ha un problema con la sua prole - ha spiegato - nella Bibbia c'è la storia di un Dio pazzo, annoiato, che ha inventato l'uomo per avere delle storie nuove, qualcosa da fare. Uno strumento per combattere la monotonia, che palle questa eternità!». E sempre parlando di figli è stata toccata anche la figura di Cristo, «un grande attore. una persona che conosceva il mestiere, l'arte della recitazione. Era in grado di far respirare e battere il cuore di chi lo ascoltava con lo stesso ritmo delle sue parole. E questo se volete potete chiamarlo miracolo».
Oggi e domani le Giornate della laicità si sposteranno nella sede reggiana dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Nella due giorni si alterneranno le voci di alcuni tra i più importanti intellettuali italiani, come Paolo Legrenzi, Armando Massarenti, Nicola Tranfaglia, Gaetano Azzariti o Jacopo Tondelli.
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