Gazzetta di Reggio

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La protesta dei genitori «Negato il tempo pieno»

di Luciano Salsi
La protesta dei genitori «Negato il tempo pieno»

Sotto accusa la mancata formazione di una classe alla scuola primaria Don Milani In una lettera firmata da 208 genitori l’episodio viene bollato come “malascuola”

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REGGIO EMILIA. I genitori dell'istituto comprensivo Ligabue non si rassegnano alla mancata formazione di una classe prima a tempo pieno nella scuola primaria Don Milani, in via Gandhi.

A loro avviso non soltanto viene leso il diritto delle famiglie che vi avevano iscritto i figli, ma si determina il sovraffollamento delle altre scuole in cui gli alunni sono stati dirottati, mentre rimane sottoutilizzato un plesso dotato due anni fa dal Comune di una mensa con una spesa non irrisoria.

La loro protesta s'era manifestata in tre assemblee molto animate e in incontri infruttuosi con Raffaella Curioni, assessore comunale all'Istruzione e con Antimo Ponticiello, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale. Ora l'accaduto viene bollato come un episodio di "malascuola" in una lettera firmata da 208 genitori e cittadini. Vi si denunciano la “totale irragionevolezza”, il “trattamento dei bambini come numeri”, le “prepotenze”, “l'imbarazzante silenzio e la pilatesca deresponsabilizzazione delle istituzioni”.

Le iscrizioni al tempo pieno della Don Milani sono sempre state deficitarie. Negli anni scorsi vi si rimediava facendovi confluire gli alunni delle scuole limitrofe che ne avevano in eccedenza. Tuttavia alla fine dello scorso mese di febbraio, una volta chiuse le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, si è constatato che la Don Milani ne aveva solamente dieci e le scuole vicine non ne avevano in più.

I genitori non si sono dati per vinti e hanno raccolto altre adesioni, in modo da portare gli iscritti a 18, un numero sufficiente per istituire la nuova prima. In questo modo, però, nel 2016-2017 l'istituto Ligabue dovrebbe avere complessivamente otto classi prime, anzichè le sette che possono essere autorizzate dividendo per 25 i 166 iscritti, sulla base del decreto 81 del 2009. E una classe in più significa, per lo stato, dovere pagare due insegnanti aggiuntivi per cinque anni. Quindi l'amministrazione scolastica ha respinto la richiesta.

Tuttavia tutti i dieci alunni sono stati accolti o nelle altre due scuole a tempo pieno dell'istituto Ligabue, la Calvino e la San Giovanni Bosco, che sono poco distanti, o nelle scuole scelte in seconda istanza dalle famiglie.

Fabio Massimo Prestel, padre di uno di questi bambini, se ne lamenta: «Mio figlio - scrive - rischia di essere inserito in una classe pollaio, con nocumento sotto il profilo formativo, della sicurezza ed umano. Sto seriamente considerando di iscriverlo ad una scuola privata».

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