Rubano un carro attrezzi e devastano una banca
La “banda del bancomat” prende il mezzo all’autofficina Saavi srl di Casalgrande poi assalta la Bper di Campogalliano ma deve mollare il bottino di 20mila euro
CASALGRANDE. L’ultimo assalto notturno a una banca a suon a colpi di carro attrezzi, rubato poco prima all’autofficina Saavi (a Dinazzano di Casalgrande), si è consumato nella notte fra giovedì e ieri, alle tre, a Campogalliano (Modena). La tecnica è sempre quella: un camioncino rubato usato come ariete per demolire le pareti della filiale, poi la gru che viene utilizzata per portarsi via la cassaforte del bancomat.
Questa volta, però, in piazza a Campogalliano si registrano due rilevanti “variabili” sul tema. La prima è che nonostante il disagio di dover presidiare un vasto territorio con pochi uomini, la rete stesa dopo l’allarme ha dato i suoi frutti. Il carro attrezzi con il suo prezioso carico – almeno 20mila euro – è stato intercettato alle porte di Modena, sulla Canaletto. Alla vista dei carabinieri che stavano per raggiungerli, i banditi hanno abbandonato il mezzo, sono fuggiti nei campi, a mani vuote, almeno per stavolta. Ma è sull’identità dei banditi in questione che più si dovranno concentrare le indagini.
Perché una signora, un po’ attenta e un po’ insonne, che ha dato l’allarme ai carabinieri ha avuto il tempo di analizzare bene – nel buio della notte – i quattro ladri che prima hanno demolito la parete della banca, e poi hanno agganciato la cassa. Non vestiti di scuro, non con il passamontagna nero in testa e i guanti ma, secondo la testimonianza della donna, uomini di colore. Centroafricani.
Una singolarità a dir poco inedita, in questo tipo di “imprenditoria”. Segno che qualcuno – al di fuori dei soliti e ben noti specialisti di queste “spaccate da carro attrezzi” – ha deciso di fare concorrenza all’organizzazione.
Oppure l’organizzazione, come accade anche in altri mondi dell’imprenditoria meno fuorilegge, si rivolge ad una nuova manovalanza, diciamo così per abbattere i costi fissi. Circostanza, quella dei ladri di colore, che andrà vagliata dai sistemi di videosorveglianza.
Non tanto a fini etnici, quanto per provare a dare un’identità al quartetto, che non ha usato metodi garbati. Prima si sono procurati un carro attrezzi dell’autofficina Saavi, a Casalgrande, poi hanno valicato il confine di Secchia e si sono esibiti in piazza Bilancia, nella zona commerciale di Campogalliano. Indifferenti ai rumori che hanno innescato testimoni e allarme. Il tempo per la pattuglia di arrivare che la banda era già per strada, ma la direzione di fuga e l’intuito di carabinieri e polizia hanno guastato la festa. Resta un danno clamoroso alla filiale, dove ieri c’erano già gli operai al lavoro.
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