Scippata della collana nel cortile di casa
Rio Saliceto: anziana di 82 anni avvicinata da un malvivente, che in un attimo si è impossessato del suo collier ed è fuggito
RIO SALICETO. Si è introdotto nel cortile della sua villetta a schiera mentre lei stava sbrigando alcune faccende nel garage dell’abitazione. Poi, con gesto rapido e improvviso, l’ha abbracciata strappandole il collier d’oro che indossava. Quindi si è dato alla fuga. La vittima di questo episodio, disgustoso non soltanto per il crimine in sé, ma perché prende come bersaglio una persona fragile, è un’anziana che abita in via Giorgio Amendola.
Imelde Mantovi, 82 anni, in un pomeriggio dei giorni scorsi si trovava al piano terra della sua abitazione quando in pochi istanti una giornata che in apparenza sembrava uguale a tutte le altre si è trasformata in uno dei suoi incubi peggiori.
«Ero in garage e stavo svolgendo alcune mansioni domestiche, com’è mia abitudine fare dopo pranzo – racconta Imelde Mantovi –. La porta dell’autorimessa era socchiusa. Ad un certo punto ho sentito qualcuno borbottare nel cortile di casa, all’interno del mio giardino, proprio davanti al garage. Solo che sono un po’ sorda – prosegue l’anziana – quindi non ho capito bene che cosa mi stava dicendo la persona che era entrata superando il cancello. Così, sono uscita dal garage e mi sono avvicinata a questo ragazzo. Un italiano, a volto scoperto. Volevo capire che cosa diceva. Così ci siamo avvicinati sempre di più, io e lui».
«Solo che, senza che io quasi me ne accorgessi, questa persona mi ha abbracciata e mi ha strappato di dosso il collier. Non so che cosa abbia usato per strappare il collier. Vedevo che in una mano aveva un oggetto che assomigliava tanto a un cellulare. E quando si è avventato su di me ha strappato con forza. Tanto che la collana si è divisa in due: una parte l’ha portata via questo delinquente. L’altra me la sono trovata addosso dopo il fatto, quando mi sono spogliata, avvilita per quanto avevo subìto».
Dell’episodio sono stati informati immediatamente i carabinieri. «Mi hanno consolata, una volta arrivati qui – racconta la donna –. Inizialmente avrei voluto gridare, ma non c’era nessuno. E sono ancora sotto choc».
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