«Randagi tenuti male al canile»
Accuse del M5S di Massa alla struttura di Correggio che ospita i cani toscani
CORREGGIO. Cani tenuti in condizioni igienico sanitarie considerate non adeguate, gabbie piccole, mancanza di toelettatura e di spazi per correre, poca tutela dei cuccioli messi insieme ai cani più adulti e una carente azione di promozione delle adozioni.
Queste sarebbero le condizioni in cui vivono i randagi in un canile privato di Correggio che dagli anni Novanta accoglie i cani provenienti da Massa, dato che la città toscana non ha una struttura. Il caso e l’accusa partono proprio da Massa e da Luana Mencarelli, consigliera del Movimento 5 Stelle che – assieme al deputato pentastellato Paolo Bernini e al presidente Eital Antonio Colonna – ha effettuato un sopralluogo al canile di Correggio il 26 giugno 2015. C’erano anche i carabinieri e il veterinario Marco Catellani, che ha poi elaborato una sua relazione. Ne è seguita una denuncia.
«La magistrutura di Reggio Emilia, dopo le nostre verifiche – afferma Luana Mencarelli – ha aperto un’inchiesta. A preoccuparci sono le condizioni di accoglienza e di cura di questi animali, 30 al momento della visita. Il veterinario che era con noi ha scritto anche un verbale dove riporta le mancanze».
«Il canile rifugio a Correggio che ha un contratto di collaborazione con il Comune di Massa – afferma Cristina Piccinini del M5S – costa alle casse comunali 200.659 euro di soldi pubblici, solo per il periodo che va dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2016. Anche il Comune di Montignoso dopo aver riscontrato un ammanco di 8 cani, rispetto all’elenco, di cui 2 deceduti e 6 non presenti, ha chiuso ad inizio anno il rapporto contrattuale con la ditta reggiana».
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