Un altro capriolo investito in città
È stato trovato ferito in una rotonda di via Gramsci. L’esperto: «Una decina di recuperi alla settimana»
REGGIO EMILIA. Dopo il tragico incidente mortale di Massenzatico – costato la settimana scorsa la vita all’ex poliziotto Stefano Michelini, 59 anni, nello scontro in scooter con un capriolo in via Mozart - dalla città arriva la notizia dell’ennesimo investimento di un ungulato. E’ successo sabato mattina verso le 9, in via Gramsci nei pressi della rotatoria di via Degani.
L’animale - una femmina adulta - è stata notata da alcuni passanti immobile tra la vegetazione dello spartitraffico ed è partita la chiamata alla polizia municipale e, subito dopo, ai colleghi della provinciale affinché intervenissero. Ancora una volta, è stato l’incaricato della Provincia Ivano Chiapponi a provvedere al recupero dell’animale, evidentemente stordito. L’ipotesi è che sia stato colpito da un’auto in transito nel quartiere nord della città.
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Il capriolo non deve però aver riportato fratture e gravi traumi dall’impatto, perchè nel frattempo si è spostato dietro a un’abitazione, vicino al bar. E’ qui, infine, che è stato catturato, in un forte stato di stress e trasferito al centro di recupero della fauna selvatica “Rifugio Matildico”, a Caverzana di San Polo d’Enza. La femmina, probabilmente in stato di gravidanza, dovrebbe cavarsela.
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Ma la sua presenza nel traffico cittadino non è che una conferma del fatto che sempre più spesso i caprioli arrivano ai margini della città, se non addirittura dentro. Quasi sempre finendo col mettersi in pericolo e essere a loro volta un pericolo per automobilisti e motociclisti: purtroppo, l’incidente di Massenzatico ne è una triste conferma. Sono almeno una decina alla settimana, in questo periodo, i recuperi di caprioli investiti sulle strade reggiane, in particolare nella zona pedemontana e cittadina. Talvolta sino a nord di Reggio, fin verso Bagnolo. «Colpa della stagione degli amori - conferma Ivano Chiapponi - I maschi lottano per le femmine e le contese culminano con la cacciata degli esemplari maschi più giovani, che finiscono col correre in strada ed essere travolti. Sono loro che recuperiamo più spesso». Ma gli esperti non sono affatto convinti che il problema sia l’eccessiva presenza di ungulati nel Reggiano. Anzi, dalla montagna i riscontri parlano di un calo.
Di fatto, si assiste a sempre più frequenti avvistamenti dove prima era più raro. Come in città. «Qui hanno da mangiare e da bere e non ci sono predatori» conferma Chiapponi. Come i lupi. Potrebbero essere loro ad aver determinato uno spostamento dei caprioli più a valle?
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