25 Aprile, Grasso a Casa Cervi: "Qui c'è il fondamento della democrazia"
Festa della Liberazione: il presidente del Senato in visita prima a Reggio Emilia e poi nella casa-museo della celebre famiglia a Taneto di Gattatico affollata di visitatori e antifascisti
GATTATICO (Reggio Emilia) «La vicenda della famiglia Cervi è un pezzo fondamentale di quel grande mosaico che fu la Resistenza italiana. Il fondamento della nostra democrazia, della nostra Repubblica e della nostra Costituzione è lì, in quel comune sentire, in quella spinta ideale». Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso, partecipando alla cerimonia del 25 aprile a Casa Cervi a Gattatico.
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IL RICORDO DEI CERVI «Non c'è miglior modo di celebrare il 25 aprile o di ricordare il sacrificio della famiglia Cervi - ha detto Grasso - che cercare, ogni giorno, di essere all'altezza di chi scelse, con responsabilità e senza indugio, la parte giusta dove stare. Tutti noi siamo chiamati a farlo, e tutti noi siamo chiamati a scegliere la parte giusta, ogni giorno».
Casa Cervi è uno dei luoghi simbolo dell'antifascismo: la casa dove vissero i sette fratelli Cervi, martiri della Resistenza, prima di essere fatti prigionieri e fucilati il 28 dicembre 1943, oggi ospita l'Istituto Cervi, che organizza varie iniziative e ogni 25 aprile celebra la Liberazione. Insieme a Grasso le autorità locali, Rosi Romelli (la più giovane partigiana italiana), Nita Yin Yin Mai (memoria della Resistenza birmana) e Jean Bassmaji (voce dell'odierna realtà siriana).
Reggio Emilia #25Aprile 1946 pic.twitter.com/itpCanJm4r
— stefano tagliavini (@sogno09) 25 aprile 2016
POLEMICHE CON L'AUSTRIA «Nel cuore dell'Europa stiamo vedendo tornare rigurgiti di nazionalismo e recinti di filo spinato, proprio tutto ciò contro cui hanno combattuto le nostre partigiane e i nostri partigiani». Lo ha detto il presidente del senato nel dicorso conclusivo delle manifestazione del 25 Aprile.
REGGIO LIBERATA: FOTO E STORIE NELL'ARCHIVIO DELLA GAZZETTA
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MAGLIETTA CONTRO LE RIFORME «La Resistenza ci ha dato la Costituzione, la Costituzione non si tocca». È questa la maglietta che ha esibito, sul palco della celebrazione del 25 aprile di Reggio Emilia insieme al presidente del Senato Pietro Grasso, dalla deputata del Movimento Cinque Stelle Maria Edera Spadoni. Il riferimento della scritta sulla maglietta è alla protesta contro la riforma della costituzione. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13361721:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/il-25-aprile-a-reggio-emilia-tutti-in-piazza-per-cantare-bella-ciao/55446/55630]]
"FASE DELICATA DOPO BRESCELLO E AEMILIA" «L'Italia vive una fase in cui divisioni, cinismo, rancori, aggressività rischiano di diventare sentimenti dominati. Resistere allora significa anche lavorare affinché il 25 aprile sia un momento di unità nazionale e memoria condivisa». Con queste parole il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi ha concluso la sua celebrazione del 25 aprile, a cui ha partecipato anche il presidente del Senato Pietro Grasso. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13362288:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadireggio/locale/il-25-aprile-a-casa-cervi-il-luogo-simbolo-della-resistenza/55459/55643]]
La città, ha ricordato, «sta vivendo una fase importante e delicata della propria storia: i fatti di Brescello, la prima sentenza del processo Aemilia. Questo ci chiama a guardare a quanto avviene con una coscienza morale e civile vigile, con piena consapevolezza e lucidità, dicendo no al tritacarne in cui buttare indistintamente e cinicamente tutto». «Il nostro esempio - ha aggiunto - sono i martiri del 7 luglio che persero la vita in questa piazza e sono quei ragazzi che, distinguendo con lucidità ciò per cui bisognava battersi, più di 70 anni fa scelsero di andare in montagna come partigiani, per andare fino in fondo, fino in fondo in quella battaglia per la libertà, i diritti e la democrazia che oggi abbiamo con noi e per cui dobbiamo continuare a batterci».
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