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Don Pasquino Borghi: il simbolo della Resistenza di Villa Minozzo

Don Pasquino Borghi: il simbolo della Resistenza di Villa Minozzo

In questi giorni di polemiche sulla messa in memoria di Benito Mussolini, prevista a Carù sabato 30 aprile, è bene non dimenticare le origini partigiane a antifasciste di quella terra. Che,...

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In questi giorni di polemiche sulla messa in memoria di Benito Mussolini, prevista a Carù sabato 30 aprile, è bene non dimenticare le origini partigiane a antifasciste di quella terra. Che, martoriata e vessata dai soprusi delle camicie nere, non ha mai perso la forza per lottare. E per ricordare cosa c’è di meglio della figura di Don Pasquino Borghi, martire e simbolo della Resistenza reggiana? Pasquino Borghi Albertario nacque a Bibbiano nel 1903 ed entrò nel seminario di Marola a 12 anni e proseguì gli studi nel liceo del seminario di Albinea. Nel 1930 partì in missione nel Sudan anglo-egiziano e nel 1939 tornò alla vita sacerdotale per aiutare la madre con l’incarico di Curato nella parrocchia di Canolo di Correggio. Nel 1943 gli fu infine affidata la parrocchia di Coriano Tapignola nell'agosto del 1943. Fu qui che, il 21 gennaio del 1944, venne arrestato dalle brigate fasciste con l’accusa di nascondere gli alleati. Mentre il sacerdote andava a Villa Minozzo per la predica infatti, le camicie nere giungevano a Tapignola e bussavano alla porta della canonica. Entrati cominciarono la perquisizione, ispezionando il pianterreno e le stanze del piano superiore senza trovare nulla. Prima di andarsene però si avvicinarono a un vano nascosto e furono accolti da un lancio di bombe a mano, che li indusse alla fuga. Ma ormai avevano avuto la conferma: Don Pasquino nascondeva dei militari alleati in chiesa. Il sacerdote fu subito rintracciato nella serata a Villa Minozzo. Non era stato per caso che il sacerdote, dopo l'armistizio, per prima cosa si era dato ad aiutare i prigionieri alleati: conosceva bene l'inglese, che aveva imparato in sette anni da missionario nell'allora Sudan anglo-egiziano. Dopo l'arresto non disse nulla nonostante le torture e i fascisti lo fucilarono, con altre otto persone, dieci giorni dopo la cattura.

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