«Ha vinto don Corrado ma devo dimettermi...?»
Montecchio: scommessa scherzosa tra sindaco e prete su chi avrebbe chiuso per primo il proprio cantiere (scuole e oratorio). Colli: «Mi ha dato l’indulgenza»
MONTECCHIO. Peppone e don Camillo si sono trasferiti a Montecchio? Questa la domanda che in tanti in questo fine settimana si sono posti a Montecchio. Un argomento, quello insito nella domanda, che fa riferimento a una “scommessa” tra il sindaco Paolo Colli e il parroco don Corrado Botti, sacerdote della parrocchia di San Donnino e vicario parrocchiale.
«In effetti la cosa è davvero simpatica – racconta Paolo Colli, protagonista del siparietto comico assieme a don Corrado –. Prima della demolizione del cinema teatro Don Bosco, io e don Corrado ci incontrammo nel parcheggio antistante le mura di Montecchio. Dopo i saluti, don Corrado mi comunicò di voler iniziare i lavori per la costruzione del nuovo oratorio inaugurato una settimana fa. Da parte mia, avevo iniziato i lavori della scuola media, che erano in fase avanzata».
E che cosa accadde?
«Durante l'ispezione post-sisma nella chiesa di San Donnino, avevo confidato che avrei costruito una scuola sfidando il patto di stabilità e, quando ci incontrammo davanti le mura, si interessò subito dello stato di avanzamento dei lavori delle medie. E scherzosamente mi sfidò dicendo che avrebbe terminato i lavori prima lui. Io risposi che, se fosse accaduto, mi sarei dimesso dalla carica di sindaco».
Ora è costretto a mantenere la promessa.
«In effetti, don Corrado ha rimarcato questo episodio proprio all'inaugurazione dell’oratorio. Ed io ho ribadito che sarei disposto a mantenere la promessa a meno che…».
A meno che?
«Don Corrado, di fronte a tutto quel pubblico, mi ha concesso l'indulgenza – scherza Colli – perché in effetti la scuola è praticamente pronta. Devono essere ultimate le finiture all’esterno, ma per un mese ha vinto lui. Inaugureremo tuttavia la scuola media l'ultima settimana di maggio, tra la fine del mese e l'inizio di giugno. Devo dire – puntualizza il sindaco Paolo Colli – che, quando ho fatto la scommessa, ero certissimo di vincere facilmente. E invece…».
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