Gazzetta di Reggio

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La neve del 25 Aprile di Gianni Rodari

Tra gli inverni prolungati in cui ci furono neve e freddo anche nel mese di aprile, gli annali ricordano anche quelli del 1944 e del 1945, in corrispondenza con la fine della guerra e la Liberazione....

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Tra gli inverni prolungati in cui ci furono neve e freddo anche nel mese di aprile, gli annali ricordano anche quelli del 1944 e del 1945, in corrispondenza con la fine della guerra e la Liberazione.

A ricordarlo c’è anche una nota poesia di Gianni Rodari intitolata “La madre del Partigiano”.

Una poesia nota anche ai bambini delle elementari perché imparata sui banchi di scuola.

Ecco il testo

«Sulla neve bianca bianca

c’è una macchia color vermiglio;

è il sangue, il sangue di mio figlio,

morto per la libertà.

Quando il sole la neve scioglie

un fiore rosso vedi spuntare:

o tu che passi, non lo strappare,

è il fiore della libertà.

Quando scesero i partigiani

a liberare le nostre case,

sui monti azzurri mio figlio rimase

a far la guardia alla libertà».

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