Gazzetta di Reggio

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Scure sugli stipendi per evitare 40 esuberi

di Enrico Lorenzo Tidona
Scure sugli stipendi per evitare 40 esuberi

Salari ridotti del 10% per i 272 dipendenti. La Cisl: «Passo necessario per sbloccare il prestito da dieci milioni»

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REGGIO EMILIA. Hanno accettato di guadagnare meno soldi per salvare fino a 40 posti di lavoro. La cura da cavallo alla quale si sta sottoponendo il Banco Emiliano non ha effetti solo sui soci e sui conti. La conseguenza principale e più evidente è la scure fatta calare sul costo del lavoro, tema sensibile perché prevede una riduzione del 10% del salario dei 272 dipendenti attivi nelle 42 filiali dell’istituto di credito cooperativo, afflitto da 25 milioni di perdite in due anni, generate da svalutazioni su crediti ormai inesigibili (le cosidette sofferenze) e dalla restituzione di 4,5 milioni di euro a mille clienti acquisiti dall’ex Cavola e Sassuolo dopo la fusione (questione all’attenzione della procura che ha iscritto due persone nel registro degli indagati).

La sforbiciata sui salari è necessaria per poter ottenere il secondo prestito obbligazionario da 10 milioni di euro da parte della Federazione delle banche di credito cooperativo, che ha già concesso una prima tranche di pari importo a inizio anno.

La medicina amara è stata fatta ingoiare ai lavoratori dopo una trattativa giunta al dunque venerdì scorso, durante un’assemblea con i sindacati, a due giorni dall’assemblea dei soci che domenica ha sancito il nuovo corso del Banco Emiliano con l’approvazione del bilancio 2015, il cambio del nome e l’elezione del cda (leggi a lato) sempre sotto l’egida del presidente Giuseppe Alai. «La Federazione ha assicurato la seconda tranche del finanziamento chiedendo in cambio un segnale di sostanziale riduzione dei costi di gestione, compresi tagli al costo del personale - chiarisce Leonello Boschiroli, segretario della Fiba Cisl di Reggio - Era stato presentato inizialmente un piano di riduzione dei costi considerato troppo alto e diventato ora di circa un milione l’anno per tre anni. L’accordo sindacale approvato in assemblea dai dipendenti ha evitato l’apertura di una procedura di licenziamento collettivo. I contratti a termine non sono stati rinnovati e quelli a tempo indeterminato hanno accettato la riduzione del 10%».

Il costo del personale - compresi i compensi di amministratori e sindaci - è stato di 19 milioni di euro nel 2015, già in riduzione del 7,7% rispetto all’anno prima per la fuoriuscita volontaria di personale. La questione è stata posta all’attenzione dei 1.500 soci presenti all’assemblea della banca tenuta in Fiera a Reggio. Il 2016, secondo i manager, dovrebbe essere l’anno della svolta e del ritorno a una fase economica che si prospetta più rosea. Anche per questo, in ottica di crescita, si è preferito mantenere inalterata la pianta organica, sperando nella ripresa.

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