Aemilia, Delrio tra i 1.300 testimoni: in aula anche Marchisio e Bonucci
I giudici hanno accolto le richieste delle parti compilando una lunga lista di persone che dovranno comparire nell'aula bunker di Reggio. Oltre al ministro ci sono i giocatori della Juventus chiamati dall'ex compagno di squadra Vincenzo Iaquinta
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REGGIO EMILIA Sono 1.300 i testimoni accolti dal collegio giudicante del processo di 'ndrangheta Aemilia, che nei prossimi mesi sfileranno nell'aula del dibattimento di Reggio Emilia. Molti nomi noti erano già trapelati al momento della presentazione delle liste da parte della pubblica accusa, delle parti civili e delle difese: la maggior parte sono stati confermati.
È stato formalmente dichiarato aperto il dibattimento del processo nel tribunale di Reggio Emilia, con 147 imputati. Venerdì scorso si è invece chiuso l'abbreviato a Bologna, con 58 condanne e 13 assoluzioni.
Come testimoni, quindi, sfileranno in aula il ministro Graziano Delrio, i calciatori Leonardo Bonucci e Claudio Marchisio, chiamati dalla difesa del collega Vincenzo Iaquinta curata dall'avvocato Carlo Taormina. Ammessa anche la testimonianza dell'onorevole Carlo Giovanardi.
Ecco la mappa dei beni confiscati realizzata da Confiscati Bene
(dati dell'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati)
Sono invece state rigettate le richieste di sentire i ministri Angelino Alfano e Andrea Orlando, per non spettacolarizzare troppo il processo. Questi alcuni dei nomi più noti che sono emersi in serata. Intanto gli avvocati difensori e la Procura hanno sollevato il problema del calendario di udienze troppo fitto, ma il collegio ha confermato l'udienza di venerdì, quando si cominceranno a sentire i primi testimoni dell'accusa.
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IL PROCESSO RESTA A REGGIO Il collegio giudicante presieduto da Francesco Caruso ha rigettato le eccezioni di incompetenza territoriale, avanzate dalle difese, che volevano la cosca emiliana al centro dell'accusa della Dda dipendente dalla casa madre di Cutro (Crotone), senza autonomia decisionale: il processo proseguirà dunque a Reggio Emilia e con gli stessi giudici.
È stata infatti respinta anche l'eccezione dell'accusa sulla nullità del tribunale, basata sul fatto che i componenti del collegio hanno già deciso su misure di prevenzione patrimoniali che riguardavano alcuni soggetti ora imputati. Si è quindi passato a discutere le liste dei testimoni.
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I pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi hanno dichiarato di rinunciare a due pentiti, Giuseppe Giglio e Paolo Signifredi, riservandosi di sentirli alla luce di attività integrativa di indagine. Ma alcuni avvocati, come Carmen Pisanello, che cura la difesa di Michele Bolognino, uno dei presunti vertici dell'organizzazione, hanno chiesto che Giglio, divenuto recentemente collaboratore di giustizia, venga sentito ugualmente per valutare la posizione del proprio assistito.
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