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«L’incubo En.Cor non è ancora terminato»

di Serena Arbizzi

Il comitato “Via la nebbia”: «Dopo due anni di silenzio sbucano documenti spaventosi»

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CORREGGIO. Si torna a parlare della vicenda En.Cor: questa volta ad intervenire è il comitato “Via la nebbia” che pone l’accento su come, «dopo due anni di silenzio quasi totale, l’incubo En.Cor torni a materializzarsi. La novità – spiegano i componenti del comitato – è che ora avviene attraverso documenti ufficiali. Lo scorso 5 aprile, la giunta ha approvato lo schema del bilancio di previsione finanziaria 2016-2018 e della nota integrativa dove il Comune prende ufficialmente atto delle possibili devastanti conseguenze della vertenza avviata dalle banche nei suoi confronti. Tra febbraio e aprile 2014, le tre banche che avevano concesso prestiti a En.Cor, dietro lettere di patronage emesse dal Comune, citarono in giudizio quest’ultimo per riavere i soldi: 29.280.055,02 euro. Su consiglio dei propri avvocati e di un parere chiesto all’Anci, la giunta ha deciso adesso di correre ai ripari. La risposta dell’Anci, che risale al marzo scorso, è che “si può, al momento, ragionevolmente classificare la perdita come possibile”».

Il Comune ha già proceduto a vincolare l’avanzo di amministrazione per 810.387,50 euro a copertura delle cause. In sede di predisposizione del bilancio di previsione 2016-18, si è provveduto ad integrare la quota vincolata portandola ad 1.679.948,66 euro. Ma non basta: l’amministrazione ha fatto valutare il proprio patrimonio disponibile per prevedere l’ammontare di possibili dismissioni di beni immobili e partecipazioni societarie. Così è stata redatta una lista di «beni immobili che potrebbero esserivenduti e che comprende 16 voci, fra cui: il Centro Arcobaleno, la sala polivalente all’Espansione sud, le sedi delle associazioni di via Vittorio Veneto e di via Ardione, una parte della Casa nel parco, la sede Isecs, il Circolo tennis, la sede della Cri e dell’Avis, e quattro terreni (il tutto per 16.407.280 euro). La nota contiene anche la valutazione di società che potrebbero, al bisogno, essere alienate, per 8.551.798,85 euro, in larga parte la quota di Iren».

Il Comune, interpellato, fa sapere che risponderà sulla vicenda durante il consiglio comunale di venerdì.

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