Omicidio di Bibbiano, la confessione: «Mio fratello mi raggirava sulle vendite dei terreni»
In ospedale il 37enne dice di aver ucciso il fratello per soldi: «Era d’accordo con mio padre». Il difensore: «Si sentiva tradito, ha agito d’impeto»
REGGIO EMILIA. Una confessione drammatica, poche ore dopo aver ucciso il fratello a sprangate. Il 37enne Major Singh, assistito dall’avvocatessa Carmen Pisanello, ha parlato per due ore anche se in condizioni disastrose per aver ingerito del disinfettante per farla finita. Quasi mezzo litro di acido che gli ha procurato serie lesioni allo stomaco e – piantonato – rimarrà per diversi giorni ricoverato al Santa Maria. E proprio nel reparto di chirurgia generale ha risposto ieri mattina alle domande del pm Giulia Stignani. E dalla sua “verità” esce un movente dell’omicidio che lascia di stucco: il rancore covato a lungo dal garzone perché pian piano avrebbe scoperto di essere stato gabbato dal fratello Lakhvir, d’accordo con il padre, relativamente ad alcuni investimenti in terreni fatti in India. Major ha detto che da tredici anni spediva in India parte dello stipendio (sui 500 euro) e la stessa cosa faceva il fratello.
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«L’investimento consisteva nel comprare terreni su cui si poteva costruire – ha spiegato al magistrato, chiedendo poi un’interruzione perché colto da malore – e col tempo quei terreni aumentavano di valore, anche il triplo di quello che li avevamo pagati. A quel punto li vendevamo, per comprarne con quei soldi altri».
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Gli acquirenti venivano trovati dal padre e i soldi ricavati venivano divisi fra i due fratelli. Ma ad un certo punto Major si sarebbe accorto che padre e fratello non gli avrebbero raccontato la verità su quelle vendite, rifilandogli cifre più basse. A marzo, tramite un amico, avrebbe scoperto che l’ultimo terreno era stato venduto per 120mila euro e non per la metà come gli era stato detto. Dice anche di aver scoperto che il fratello stava comprando una casa in Inghilterra, deducendo che si era fatto non pochi soldi con quel “giochetto” a sue spese. E il padre, con cui non ha feeling, avrebbe “coperto” le mosse di Lakhvir.
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Lunedì la resa dei conti all’arrivo del fratello dall’India: a cena la richiesta dei soldi, a cui il fratello maggiore avrebbe risposto con un secco “no” e con delle offese, mentre il padre rimaneva muto. Verso l’una Major dice di essere entrato nella stanza del fratello armato di una spranga per chiedergli per l’ennesima volta i soldi. All’immediato “no” di Lakhvir è partita l’aggressione a sprangate. Una vera e propria lotta fra fratelli, in cui il maggiore cerca di disarmare il minore, ma finisce per avere la peggio. Una terribile serie di colpi alla testa e quando Lakhvir non si muove più sul letto, l’omicida esce dalla stanza per poi tentare il suicidio.
«Il mio assistito si è sentito tradito dalla famiglia – si limita a dire l’avvocato difensore Pisanello – perché pare che il padre fosse d’accordo con il fratello per raggirarlo. Ha agito d’impeto, non ha premeditato nulla. E’ una storia triste, di perdenti, di chi si sacrifica tutta una vita per poi non godersi nulla di quanto messo da parte lavorando duro».
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