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I castelli di Bianello e di Torrechiara “si alleano” per far parte dell’Unesco

di Martina Riccò
I castelli di Bianello e di Torrechiara “si alleano” per far parte dell’Unesco

La speranza è quella di diventare le porte di accesso all’area Mab e creare una sinergia che possa attrarre e accogliere turisti da tutto il mondo

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QUATTRO CASTELLA. Una “Val d’Orcia” emiliana? Si può.

Questo, almeno, è il pensiero del sindaco di Quattro Castella e di quello di Langhirano che, superando gli inutili campanilismi dettati dal letto dell’Enza, hanno deciso di realizzare un progetto comune per valorizzare un territorio che, a livello di patrimonio culturale e ambientale, potrebbe diventare meta di turisti da tutto il mondo.

Per riuscire a trasformare il sogno in realtà, i due castelli di Bianello e Torrechiara, fra i più noti e frequentati di tutta la regione Emilia Romagna con 15 mila e 70 mila visitatori all’anno, si sono candidati al finanziamento previsto dalla linea 5 del Programma operativo regionale 2014-2020, che riguarda la valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali.

«Il progetto – spiega Andrea Tagliavini, sindaco di Quattro Castella – è nato da un suggerimento di Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale Appennino tosco-emiliano, che ha pensato che i nostri due castelli potessero diventare le porte dell’area Mab Unesco. Noi abbiamo colto il suo suggerimento e abbiamo deciso di provare a far dialogare il circuito matildico, di cui fa parte il castello del Bianello, con quello parmense, di cui il castello di Torrechiara è il simbolo indiscusso».

Se la candidatura del Comune di Quattro Castella e di Langhirano sarà accolta dalla Regione Emilia Romagna, il territorio potrebbe ricevere un milione e 500 mila euro (a cui, poi, le due amministrazioni aggiungerebbero 200 mila euro a testa) per valorizzare i due manieri. Ma l’intervento – e qui sta la novità – non si limiterebbe alla semplice ristrutturazione dei siti. Il progetto, infatti, prevede la creazione di punti di accoglienza turistica con allestimento di una sala didattica (a Torrechiara), posti letto per dormire nel borgo del castello del Bianello, postazioni multimediali per la conoscenza e la promozione del territorio e dei prodotti tipici (sia al Bianello, sia a Torrechiara). Sul territorio di Quattro Castella, inoltre, la Casa della comunità sarebbe restaurata e adibita ad area espositiva permanente con i reperti degli scavi archeologici. Infine, sarebbero sistemati l’antico sentiero di accesso al castello di Torrechiara, la strada di accesso al Bianello e le mura di cinta del castello matildico. Il tutto per creare una rete in grado di attarre e accogliere turisti non solo locali o italiani, ma anche europei e – perché no? – dagli altri continenti. «Inoltre – spiega Tagliavini – questo progetto permetterebbe di promuovere anche i prodotti enogastronomici del territorio: dal Parmigiano Reggiano al prosciutto di Parma, dall’aceto balsamico reggiano ai vini dei colli di Parma e di Reggio Emilia. E ci sono già 35-40 imprenditori pronti ad unirsi ai due Comuni per dare il proprio contributo». «Se vogliamo competere con la globalizzazione – aggiunge Giordano Bricoli, sindaco di Langhirano – dobbiamo presentarci uniti e più forti. Insieme collaboreremo per migliorare l’accoglienza turistica e l’usufruibilita dei nostri castelli. Torrechiara e Bianello sono due simboli, quindi è logico pensare di creare una sinergia che andrà oltre alla domanda di finanziamento presentata congiuntamente in sede europea».

Ma il desiderio di rendere identificabile questo territorio non si fermerà alle “colline”. «Parallelamente alla candidatura di Bianello e Torrechiara – spiega il presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli – che non sono soltanto cartoline, ma baluardi di un legame profondissimo tra bene e territorio con gusti, sapori e saperi di un’intera collettività, presenteremo un’altra richiesta che riguarda i beni ambientali della zona più a sud. Il progetto è quello di realizzare la “Via matildica del volto santo”che colleghi Canossa a Sarzano,Carpineti, Toano, San Pellegrino per poi sconfinare in Garfagnana».

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