Gazzetta di Reggio

Reggio

Una messa per l’americano ucciso

Boretto: domattina sarà ricordata la vittima di un’aggressione avvenuta nel 1945

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BORETTO. E' stato ucciso a guerra conclusa, con un colpo d'arma da fuoco al volto. Aveva circa 25 anni ed era un soldato in divisa americana. In sua memoria domattina alle 9.30 sarà recitata una messa nella basilica di San Marco, su iniziativa di un borettese che quasi per caso alcuni anni fa trovò la notizia su un vecchio giornale e si sta dando da fare per ricostruire la vicenda, a partire da chi fosse quel giovane. Il borettese Sauro Rossi, fotoamatore, venne a conoscenza di quell'episodio, avvenuto il 28 aprile 1945, un paio di anni fa, quando in un mercatino dell'usato incappò in in un numero del "Giornale dell'Emilia" datato 3 novembre 1951. A quanto risulta dall'articolo, l'omicidio avvenne in via Marconi, la strada che dall'uscita della basilica conduce, verso destra, sull'argine. Il giovane, a bordo di un mezzo militare, venne fermato da un gruppo di persone ma nacque una discussione, della quale si ignorano le ragioni. Dopo pochi minuti – va ricordato che non si tratta di un'azione di guerra - una di quelle persone lasciò partire un colpo d'arma da fuoco che colpì il soldato nella regione mascellare destra. La salma venne poi trasportata nella camera mortuaria e poi sepolta nel cimitero di Boretto. Qualche mese dopo, poi, il comando degli Alleati ha fatto a sua volta esumare la salma per trasferirla in un cimitero di guerra. Sulla vicenda pare inoltre che fossero state avviate delle indagini, ma che non portò a trovare i responsabili dell'uccisione. Dalla scoperta dell'articolo, Rossi si è attivato per cercare, almeno, di risalire all'identità del povero soldato, per ora senza successo. Ha anche contattato l'ambasciata americana, ed è in attesa di avere riscontri. «Credo sia giusto ricordare questa vicenda – spiega Rossi – e farla conoscere ai borettesi, in quanto è andata ormai quasi del tutto dimenticata. Ho proposto l'idea della messa al parroco don Gianfranco Caleffi, che ha accettato di buon grado, celebrando una messa in suo ricordo a 71 anni esatti dalla sua morte. Spero di avere presto una risposta dall'ambasciata per conoscere tutta la storia di questo soldato». (a.v.)

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