Gazzetta di Reggio

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Brescello sotto inchiesta ma il turismo regge l’urto

di Andrea Vaccari
Brescello sotto inchiesta ma il turismo regge l’urto

Elena Benassi, presidentessa della Fondazione Paese di Don Camillo e Peppone «L’attrattività del paese va oltre i problemi che stiamo vivendo in questi mesi»

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BRESCELLO. Con lo scioglimento del Comune di Brescello vengono messe in discussione tutte le “emanazioni” dell’amministrazione comunale. Senza più un sindaco e una giunta, il potere decisionale è passato nelle mani del commissario, il viceprefetto Michele Formiglio, che per ora ha retto da solo le sorti del Comune in seguito alle dimissioni di Marcello Coffrini e ora, dopo lo scioglimento per mafia, verrà affiancato dal viceprefetto Antonio Oriolo e dalla funzionaria Luciana Lucianò. Una delle realtà che sarà sottoposta al vaglio della nuova commissione sarà la fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, che si occupa della gestione del turismo in paese, soprattutto attraverso la creazione di una rete tra i tre musei. Nata nel 2010 con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Brescello, oltre che di diffondere la cultura, oggi è presieduta da Elena Benassi, che ricopre la carica da oltre un anno. Lo statuto della fondazione prevede che il presidente venga nominato dal sindaco e che il consiglio di amministrazione rimanga in carica per lo stesso tempo nel quale resta in carica il sindaco.

Ora che Brescello non ha più un primo cittadino, che cosa succederà?

«La decisione sulla fondazione – spiega Elena Benassi – verrà presa dalla nuova commissione, composta dai tre commissari. In questi primi mesi di commissariamento ho avuto modo di confrontarmi con il dottor Formiglio, che ha manifestato l’intenzione di dare continuità alla gestione della fondazione confermando il consiglio d’amministrazione, e si è detto soddisfatto dell’attività svolta in questo periodo. Vedremo quale sarà la decisione, ma confido che si possa proseguire a queste condizioni».

Inevitabile, inoltre, una riflessione sul tema del turismo, in queste settimane in cui Brescello è finito più che mai sotto i riflettori. «I numeri di visitatori che registriamo in paese – conclude la presidente – ci fanno capire che l’attrattività di Brescello va al di là dei problemi che stiamo vivendo. E questo avviene ormai da diverso tempo: questo dimostra che i musei, non solo quelli dedicati a Peppone e Don Camillo ma anche quello archeologico, hanno molto da offrire ai turisti, così come il paese».

Brescello, lo dicono i numeri, rimane uno dei comuni reggiani con il maggiore afflusso di turisti. A seconda degli anni, le visite oscillano intorno alle 30mila presenze annuali, molte delle quali straniere: Guareschi e i suoi personaggi, infatti, godono di un'indiscussa fama internazionale.

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