Il vescovo “cancella” la messa per il duce
Villa Minozzo, il promotore Angelo Riccobaldi: «Ci siamo scritti via mail e mi ha chiesto di spostarla. Credo sia giusto»
VILLA MINOZZO. «Il vescovo ha chiesto di spostare la messa: ci siamo anche scritti via mail e credo che sia meglio così, perché secondo me sarebbe stato meglio che non fosse reso pubblico il suffragio. Però guardi: io la messa per Benito Mussolini la faccio celebrare, in privato e senza clamori, da ormai 40 anni, ed è la prima volta che ci sono tutti questi problemi. Anche partigiani cattolici e comunisti hanno detto pubblicamente che una messa non andrebbe negata a nessuno».
A parlare è Angelo Riccobaldi, classe 1958, imprenditore originario di Genova, dove è stato anche candidato sindaco per Forza Nuova, da 8 anni residente a Carù. Una militanza alle spalle molto lunga sia nel Msi che, appunto in Forza Nuova, ed anche una candidatura alle ultime amministrative nel centrodestra a Villa Minozzo, nella lista guidata nel 2014 da Massimiliano Coloretti. Riccobaldi ha voluto spiegare alla Gazzetta il suo punto di vista, ovviamente di parte e di una parte ben precisa, su quello che è avvenuto in questi giorni e sul clamore che ne è derivato. «È da almeno 40 anni che ogni anno, più o meno in corrispondenza della sua morte, faccio dire una messa a suffragio di Benito Mussolini. Però non ho mai voluto che venisse resa pubblica, non ne ho mai voluto fare un evento, un raduno, semplicemente un momento di commemorazione e preghiera intimo. Quest’anno però c’è stata la pubblicazione sul bollettino parrocchiale, sono stati gli stessi parroci a dirmi che era meglio che la gente sapesse per chi si pregava».
Sulla richiesta del vescovo, pervenuta ieri, di spostare la celebrazione, Riccobaldi non pone alcun problema: «Credo anche io che sia meglio. Ci siamo scritti via mail e ho accettato senza difficoltà la sua richiesta. Dovrò fare tante telefonate a persone di Reggio, di Parma, ma anche di Genova che mi avevano contattato per richiedere informazioni e partecipare alla celebrazione dopo che la cosa era uscita sui giornali. Ma io questa eco non l’ho mai cercata: è la prima volta in tanti anni che vedo un polverone del genere nonostante messe a suffragio le abbia fatte celebrare ormai in molte chiese d’Italia. Sono convinto che chi si scandalizza non sia cristiano: una messa a suffragio è semplicemente un’occasione per pregare per un’anima, e se io resto convinto che l’anima di Mussolini merita una preghiera non vedo dove sia il problema».
Sul suo essere fascista, senza difficoltà alcuna Riccobaldi afferma: «Le cito una frase dell’ultimo discorso di Mussolini: “La storia ci darà ragione”. Ora può sembrare che non sia così, perché l’ideologia fascista è stata sconfitta. Ma sconfitta militarmente, non come il comunismo che ha dimostrato di essere fallimentare nella pratica. Da 70 anni noi invece siamo una colonia americana, abbiamo perso sovranità economica, ma gli aspetti positivi del corporativismo non si possono assolutamente citare perché quel periodo storico italiano è indicato come il male assoluto, non si può compiere alcun tipo di analisi. Io, per quanto mi riguarda, ho sempre rispettato le idee di tutti, di destra e di sinistra, parlando e confrontandomi con chiunque».
Residente a Carù da 8 anni, Riccobaldi è sempre stato un esponente attivo della comunità: ha gestito un bar ristorante che faceva cucina tradizionalee. Sulla reazione che i suoi compaesani hanno avuto in questi giorni afferma: «Nessuno mi ha fermato per dirmi “Sei uno scemo”. Anzi una persona del paese che ha sempre al collo un ciondolo con falce e martello, e che non va mai a messa, mi ha detto che per la reazione che si era creata, se ci fosse stata sabato avrebbe partecipato alla messa».
Fatto sta che questa scelta ha colpito la sensibilità di molti, in un territorio che al fascismo ha pagato un alto tributo di vittime, con gli eccidi e nella lotta di Liberazione.
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