L’antica siepe della Rocca ripulita grazie ai volontari
NOVELLARA. Una dozzina di volontari delle Ggev (Guardie giurate volontarie) e dell’Auser, insieme ai dipendenti comunali, hanno provveduto a pulire e a restaurato la siepe antica che delimita a...
NOVELLARA. Una dozzina di volontari delle Ggev (Guardie giurate volontarie) e dell’Auser, insieme ai dipendenti comunali, hanno provveduto a pulire e a restaurato la siepe antica che delimita a settentrione il prato retrostante la Rocca gonzaghesca, parte integrante della prospettiva della Rocca da via Indipendenza. La siepe, lunga circa 150 metri e larga mediamente 4 metri, è costituita principalmente da una quarantina di annosi biancospini, di olmi e di aceri campestri; vi stanno inoltre crescendo nuovi cespugli di alloro e di maribolano, portati dai merli che fanno la spola fra la siepe e i giardini vicini. L’intervento si era reso necessario perché la vite selvatica e l’edera, cresciute rigogliosamente negli anni, stavano soffocando i cespugli di biancospino, con spazi vuoti a causa del disseccamento di alcuni olmi e biancospini. In questi vuoti i volontari hanno piantato una sessantina di nuove piantine, di specie autoctone: aceri campestri, noccioli e carpini; alcune anche sul lato di via della Libertà. L’ampia area verde è principalmente occupata da un prato stabile con erbe autoctone: margherite, piscialetto, veroniche, trifogli, piantaggine, edera terrestre. Un prato che è anche una bella e preziosa riserva di biodiversità, che per alcuni non andrebbe falciato continuamente, ridotto ad un banale e anonimo prato all’inglese, come succede troppo spesso, ma lasciato crescere rigoglioso e in libertà. (v.a.)
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