Quindici progetti in gara per ricostruire l’oratorio
Reggiolo: nei prossimi giorni la commissione stabilirà il vincitore dei 18 mila euro L’edificio compromesso dal sisma sarà abbattuto e ricostruito in una nuova area
REGGIOLO. È partito l’iter progettuale preparatorio per ricostruire ex novo i locali del ministero pastorale di Reggiolo: un’opera da oltre due milioni di euro (per la precisione 2.164.543), un complesso da 900 metri quadrati che beneficerà di un contributo dell’8xmille della Chiesa cattolica insieme a un cofinziamento di Regione e Cei.
Ieri, al museo diocesano, si è insediata la commissione (di cinque membri, composta da ufficio tecnico comunale, il parroco e tre docenti universitari, architetti e ingegneri) nominata dal vescovo che dovrà valutare le 15 proposte del concorso di idee, progetto preliminare che dovrà poi portare a quello esecutivo. Il vincitore – al quale sarà assegnato un premio pari a 18mila euro – sarà dichiarato in seduta pubblica nei prossimi giorni.
Si tratta della maggiore opera pubblica riguardante la diocesi nel comune colpito dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Non l’unica, visto che la parrocchia reggiolese è impegnata su più fronti: da una parte alcuni finanziamenti, come ente privato, sono in arrivo dal Mude (piattaforma informatica per l’emergenza terremoto) e riguarderanno canoniche e pazzi del bacino comunale (Villanova, Brugneto e Reggiolo), quasi in dirittura d’arrivo (il via ai lavori è previsto per fine 2016-inizio 2017); dall’altro il filone delle chiese, come ente pubblico, che seguiranno un bando apposito.
Infine i locali del ministero pastorale, il progetto più consistente, quello che ha messo più a dura prova la vita parrocchiale e per il quale la diocesi ha allestito una progettazione partecipata, a fine 2014, con diversi incontri per individuare i bisogni dei residenti di ogni fascia d’età.
Il complesso nel cuore del centro abitato di Reggiolo, in via Matteotti, presso la settecentesca chiesa di San Rocco (Madonna di Lourdes), sarà abbattuto e ricostruito trasferendo la volumetria sul nuovo fabbricato, tranne una parte (quella dell’ex oratorio su via Matteotti) che è vincolata dalla Sovrintendenza.
Beninteso, siamo ancora nella prima fase: per arrivare all’apertura del cantiere ci vorranno almeno 4-5 anni, per il completamento forse altrettanti.
«Chi verrà a Reggiolo tra un decennio vedrà un palazzo bello e utile», commenta don Francesco Avanzi, il parroco che ha ereditato da don Gino Bolognesi l’arduo compito di seguire il parto progettuale.
Intanto, negli anni prossimi venturi, la vita pastorale proseguirà all’insegna dell’arrangiarsi.
«La canonica è stata trasferita in un appartamento, la chiesa è in un prefabbricato donato, ma mancano gli spazi per i giovani e le attività, che al momento stiamo svolgendo in un locale in prestito», prosegue don Francesco che, ieri, in quanto membro della giuria del concorso era presente alla firma e all’augurio del vescovo Massimo Camisasca.
«Ci aspettiamo molto da questo nuovo centro di educazione a Reggiolo – ha dichiarato monsignor Camisasca – colpita così duramente dal terremoto non solo negli edifici ma anche nei cuori e così desiderosa di rinascere. Lo spazio architettonico della ricostruzione svolgerà un ruolo molto importante in questa rinascita».
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