Gazzetta di Reggio

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Sotterrata? Molto meglio incenerita

REGGIO EMILIA. Incenerita è meglio. La nutria morta, di solito sotterrata o lasciata sul posto se irrecuperabile, può essere gestita come un rifiuto speciale, soluzione sperimentale certo più...

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REGGIO EMILIA. Incenerita è meglio. La nutria morta, di solito sotterrata o lasciata sul posto se irrecuperabile, può essere gestita come un rifiuto speciale, soluzione sperimentale certo più igienica - visti anche i numeri significativi - ma costosa e non proprio sostenibile economicamente. L’anno scorso Reggio era stata una delle poche province in Regione a chiedere un contributo economico ad Aipo, Comuni di pianura e collina, enti di bonifica e associazioni agricole per allestire il conferimento delle nutrie nei due centri Sabar di Poviglio e Novellara che, causa scadenza dei piani comunali, hanno dovuto stopparsi a dicembre e hanno ripreso l’attività a fine febbraio: in questi due-tre mesi i cacciatori/coadiutori hanno già conferito duemila carcasse. Il sistema è complesso. Il compito più gravoso spetta ai coadiutori faunitici - nella provincia reggiana sono circa 700 , che devono catturare, abbattere, raccogliere e soprattutto trasportare (con i loro veicoli privati) i roditori morti alle discariche; questo spiega perché sia previsto un incentivo economico per i coadiutori faunistici, che ricevono in dotazione sacchi appositi e fascette numerate, per garantire la tracciabilità del materiale biologico conferito. I coadiutori possono intervenire anche su richiesta: ad esempio se un residente vuole disfarsi dell'animale comparso in giardino o se il roditore si è insinuato nei liquami degli allevamenti zootecnici o negli argini di bonifica, in tal caso, occorre chiamare l’Atc o la polizia provinciale, che poi provvedono a trasmettere la segnalazione. Una volta arrivate ai centri Sabar, le carcasse vengono stoccate in contenitori refrigerati: quando il contenitore è pieno, viene predisposto per il carico su veicoli speciali, per essere poi smaltito in ditte specializzate fuori provincia, che provvedono all’incenerimento. (am.p.)

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