Gazzetta di Reggio

Reggio

Crisi di “Reggio Est” Sassi: «Tutte falsità noi abbiamo pagato»

di Leonardo Grilli
Crisi di “Reggio Est” Sassi: «Tutte falsità noi abbiamo pagato»

L’assessore risponde alle accuse del presidente Guatelli: «Unico circolo Arci che riceve dei soldi e non dà contributi»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Non è vero che il Comune non è presente in zona Stazione, così come non è vero che ritardiamo nei pagamenti delle bollette, sono delle falsità. E il bar in piazza Secchi aprirà a giorni». Matteo Sassi, assessore al Welfare di Reggio Emilia, risponde duramente alle critiche mosse ieri dal presidente del Centro d'incontro Reggio Est Giovanni Guatelli, che aveva accusato l'amministrazione di non rispettare la convenzione e di ritardare da diverso tempo nei rimborsi delle utenze del circolo Arci.

«Il Centro di via Turri riceve dal 2015 un contributo di 25mila euro, concordato con loro, per pagare in toto le utenze - attacca l'assessore - e oltre a essere l'unico circolo associativo ad avere dal Comune dei soldi, è anche l'unico che non ci versa contributi. Ritardi non ce ne sono mai stati, come dimostrano gli stessi documenti pubblici degli uffici alle Politiche per il protagonismo responsabile e la città Intelligente». Da questi si può effettivamente notare che nel 2016, in diverse rate di cui l'ultima del 22 aprile scorso, sono usciti dal portafoglio comunale 7.745,36 euro. Soldi che hanno rimborsato in toto le utenze di luce, acqua, teleriscaldamento e rete telefonica del 2015. Le liquidazioni che per ora restano in sospeso sono quindi quelle che riguardano i mesi di gennaio, febbraio e marzo di quest'anno, che coprono un valore di 2.909,89 euro.

Ma il vicesindaco non si è fermato qui, ed è anzi passato al contrattacco: «Rifiuto la rappresentazione di chi vuole vedere nel Centro d'incontro un'oasi felice dentro un quartiere allo sbando. Al contrario, la sua funzione di aggregatore di diverse comunità e di presidio a favore della sicurezza si è via via persa. Non è visto e vissuto dagli abitanti del quartiere come punto di riferimento, ci sono dinamiche di scontro più che di incontro fra etnie e negli ultimi tempi è diventato monopolio assoluto di cittadini albanesi. Con episodi poco piacevoli di conflitto con le altre culture. Non credo poi sia un bel segnale che si servano bevande alcoliche e superalcoliche, che ho visto scorrere abbondantemente fin dalle prime ore del mattino».

Per questi motivi quindi è nelle intenzioni del Comune cambiare le regole della convenzione, che andrà rinnovata tanto per il Centro Reggio Est quanto per gli altri circoli a giugno 2016. «Come prima cosa vieteremo la vendita di alcolici. In più, siccome sarà molto probabilmente un contratto pluriennale, vogliamo assicurarci che la funzione pubblica all'interno del Centro sia ripristinata. Per questo apriremo le porte di quegli uffici anche ad altri soggetti, magari anche tramite concorsi di idee, non buttando fuori il circolo Arci ma integrandolo con altre associazioni interessate a fare il bene di quel quartiere. Si deve cambiare aria e valorizzare una zona che certo ha le sue grosse criticità, dalla prostituzione alle morosità, ma che possiede anche delle potenzialità e una vitalità straordinaria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google