Gazzetta di Reggio

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«È il terzo grave lutto che scuote il paese»

«È il terzo grave lutto che scuote il paese»

In un mese il morto all’Acciaieria e lo schianto di Lucrezia, il sindaco: «C’è stato di sicuro un errore»

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CASALGRANDE. «Sono sempre i migliori che se ne vanno». Una frase usata e riusata, comparsa però diverse volte ieri sulle bacheche Facebook di tanti abitanti casalgrandesi una volta saputo della morte di Salvo Brandi. Una persona «buona, generosa», per citare le parole comparse nei vari gruppi dedicati al paese sul Secchia; il 41enne operaio a Casalgrande è cresciuto, ha fatto le scuole e ha tanti amici e conoscenti. E tutti sono rimasti sconvolti alla notizia dell’incidente fatale: «Con lui sono cresciuto, la mia famiglia è molto legata alla sua, i miei zii e i suoi genitori sono tanto amici, non ho parole», commenta un uomo. Il discorso e i toni sono simili anche nei bar di Villalunga e Casalgrande, dove si susseguono le domande per capire chi sia la vittima e si pensa a questa sfortunatissima primavera in zona: l’incidente mortale all’Acciaieria a Salvaterra, lo schianto in auto della 21enne Lucrezia Lombardi e ora Salvo. «Certo che a Casalgrande abbiamo avuto tempi migliori», dice sconsolata una ragazza.

Il sindaco Alberto Vaccari, che ha subito raggiunto l’officina di Villalunga e ha parlato con i genitori di Salvo, torna proprio su questo tema: «L’ho detto poche settimane fa per un episodio purtroppo analogo, e devo ribadirlo: non abituiamoci a queste tragedie. Non diciamo mai che facciano parte dell’ineluttabilità del destino. C’è stato sicuramente un errore. Saranno le forze dell’ordine e la medicina del lavoro a stabilire esattamente i fatti e ad accertare le responsabilità».

Per Vaccari la causa prima è «l’eccesso di confidenza con manovre eseguite decine di volte al giorno, per anni e anni. Momenti in cui, per abitudine, fretta, sottovalutazione del rischio, non ci si accerta della presenza di altre persone o si confida che il collega abbia ben chiaro cosa stiamo per fare». (adr.ar.)

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