Furti sui Tir, sparita merce per 11 milioni
Scoperta un’organizzazione che attraverso società cloni faceva sparire i carichi, le indagini erano partite da San Polo
SAN POLO D’ENZA. Sono partite dalla Val d’Enza le indagini che hanno portato il gip del tribunale di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, a emettere 29 ordinanze di misura cautelare: quattro in carcere, 16 ai domiciliari e 9 obblighi di dimora.
L’inchiesta, denominata “Big boat”, ha permesso di sgominata un’organizzazione criminale accusata di essersi appropriata di merci per milioni di euro, facendole sparire durante il trasporto e rivendendole a ricettatori compiacenti.
I blitz sono scattati nella notte tra martedì e mercoledì. In azione circa 200 unità e diversi reparti della polizia di Stato, del comando provinciale dei carabinieri di Salerno, della Polstrada Campania, con l’ausilio del reparto Volo di Napoli e del Nucleo elicotteri carabinieri di Pontecagnano, ma in prima linea anche i carabinieri di San Polo.
Gli indagati rispondono – a vario titolo – di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, falsi, ricettazione ed appropriazione indebita. Quattro le persone finite in carcere: Gaetano Vezzi, di 45 anni, considerato la mente del gruppo, originario di Torre Annunziata e residente in provincia di Milano; Umberto Guadagno, 40 anni di Poggiomarino; Elvira Iuliano, 53 anni, di Pagani e Giovanni Sasso, 60 anni di Saviano.
Il gip ha disposto il sequestro preventivo di 16 trattori stradali e 21 semirimorchi, veicoli attraverso cui sarebbero stati perpetrati i reati.
Secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, a capo dell’organizzazione c’era Gaetano Vezzi. Due le modalità d’azione: la prima consisteva nell’utilizzazione delle credenziali di una ditta di trasporto realmente esistente per raccogliere la commessa e far proprio successivamente il carico.
E’ il caso scoperto grazie all’attività svolta dai carabinieri di San Polo, denominata “Toto truffa 62”. Era stato un corriere spagnolo ad accorgersi che la ditta che lo aveva contattato usava le credenziali di quella vera, che era all’oscuro di tutto.
Scattò il blitz e un uomo venne arrestato in flagranza, quando si presentò a una ditta di San Polo per ritirare la merce. Il secondo meccanismo consisteva nella creazione di ditte di trasporto ad hoc, da utilizzarsi per le illecite appropriazioni. Gli indagati intestavano l’impresa a prestanome, ritenuti pienamente inseriti nel contesto associativo, e predisponevano la documentazione amministrativa e assicurativa necessaria per la formale iscrizione e per l’assegnazione della relativa partita Iva. L’obiettivo era sempre lo stesso: impossessarsi della merce che veniva loro consegnata.
Secondo le carte dell’inchiesta, il valore delle merci recuperate ammonta a circa un milione di euro. Undici milioni di euro il valore delle merce invece che l’organizzazione avrebbe fatto sparire. Sono 111 i colpi contestati agli indagati. Diciassette i sequestri eseguiti durante il blitz. Anche a San Polo dove sono scattati i sigilli a un tir.
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