Gazzetta di Reggio

Reggio

correggio

Il caso En.Cor in consiglio Il M5S sollecita «la verità»

di Serena Arbizzi
Il caso En.Cor in consiglio Il M5S sollecita «la verità»

CORREGGIO. Dopo il comitato “Via la nebbia”, anche il Movimento 5 stelle pone l’accento sulla vicenda En.Cor. Lo spunto è l’approvazione da parte della giunta del bilancio 2016-18 e della nota...

3 MINUTI DI LETTURA





CORREGGIO. Dopo il comitato “Via la nebbia”, anche il Movimento 5 stelle pone l’accento sulla vicenda En.Cor. Lo spunto è l’approvazione da parte della giunta del bilancio 2016-18 e della nota integrativa in cui il Comune prende atto delle possibili conseguenze della vertenza avviata dalle 3 banche creditrici nei suoi confronti. Un anno fa, infatti, Popolare San Felice, Banco Popolare e Bnl, che avevano concesso prestiti a En.Cor garantiti dal Comune, citarono in giudizio l’amministrazione per riavere i loro soldi: 29.280.055,02 euro. La questione dovrebbe essere discussa oggi in consiglio comunale. «Già nel consuntivo 2013 – spiegano i consiglieri M5S – l’allora commissario prefettizio Cogode vincolò l’avanzo di bilancio di 810.387,50 euro a copertura delle cause giudiziarie in corso. Mentre in sede di predisposizione del bilancio di previsione armonizzato 2016-18 l’Amministrazione ha provveduto ad integrare la quota vincolata portandola ad 1.679.948,66 euro a copertura di passività potenziali. Inoltre, è stata redatta una lista di ”beni immobili di proprietà comunale non utilizzati per l’erogazione di servizi essenziali” che all’occorrenza potrebbero essere venduti per far fronte ai debiti derivanti dal fallimento En.Cor. garantiti dal Comune. 16 immobili per un controvalore ipotizzato in 16.407.280 euro. Tra questi, la sede Cri, il Circolo tennis, il parcheggio interrato e così via. Per concludere vengono valutate le partecipazioni in altre società possedute dal nostro Comune e che potrebbero, al bisogno, essere alienate. La somma totale ammonta a 8.551.798,85 euro, in buona parte costituiti dalla quota in Iren. Ma a questo mare di soldi vanno aggiunti i costi che necessariamente comportano la vertenza legale e i quasi 5 milioni in terreni e soldi che negli ultimi anni della ormai agonizzante En.Cor sono stati pompati dal Comune per non farla fallire in mano all’Amministrazione comunale targata Pd, aspettando il cavaliere bianco svizzero Amtrade srl che finalmente togliesse loro le castagne dal fuoco. La presenza di Primo Greganti dalle parti di En.Cor proprio in quel periodo non depone certo a favore della liceità dell’operazione. Ricordiamo, inoltre, che l’attuale segretario del Pd correggese era il capogruppo di quel partito nel consiglio comunale che ha fatto patire a Correggio democratica e civile l’onta del commissariamento prefettizio». Il M5S «confida che la magistratura faccia fino in fondo il suo dovere sulla vertenza con le 3 banche nel segno della verità, anche se questo potrebbe rivelarsi un pesante fardello per tutta la città» e ricorda che «giace da 29 mesi alla Procura della Corte dei Conti regionale un esposto del comitato di “Via la nebbia” in cui sono descritti ben 13 punti in cui si ravvisano danni al patrimonio erariale». Alle dimissioni dell’ex sindaco Marzio Iotti, il procuratore Giorgio Grandinetti aprì un fascicolo. «Chiediamo al procuratore se dopo quasi due anni e mezzo è arrivato a qualche conclusione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google