Si cercano i nuovi gestori per il castello e la pieve
Carpineti: avvisi distinti sul sito del Comune, ma è preferita la soluzione unitaria L’obiettivo è individuare un’azienda alla quale affidare i due monumenti storici
CARPINETI. Il Comune di Carpineti cerca aziende interessate al castello e alla pieve di San Vitale, ancora senza gestori per il 2016 dopo la fine della vecchia convenzione congiunta Comune- Provincia.
Sul sito dell’ente sono pubblicati due avvisi di indagine «per l'individuazione delle ditte da invitare alla procedura per la concessione» del sito della pieve di San Vitale e del castello di Carpineti. La scadenza per segnalare il proprio interesse è il 7 maggio, usando la modulistica allegata sul sito.
Si tratta di due avvisi distinti, anche se ovviamente la speranza è di poter poi fare un affido congiunto dei due principali complessi storici carpinetani, collegati con un sentiero che in 40 minuti a piedi permette di passare da una vetta all’altra. Sino al 2015 c’era un gestore unico, IdeaNatura, grazie a un bando fatto insieme dalla Provincia, che possiede il castello, e il Comune, cui appartiene la pieve di San Vitale.
Le riforme degli enti locali con i suoi complicati passaggi e l’eliminazione di risorse per le Province hanno complicato le cose. La Provincia non ha risorse da mettere in questa voce e così i tempi si sono allungati. A maggio ancora non c’è un gestore, quando negli anni passati la stagione iniziava a fine marzo, generando anche parecchie polemiche fra l’amministrazione comunale, la minoranza Pd e alcuni operatori turistici. Per ovviare parzialmente al problema, nei ponti di Pasqua e del 25 aprile il castello è stato tenuto aperto dai consiglieri comunali carpinetani, nelle vesti di ciceroni e bigliettai volontari. Adesso però è il momento di individuare un gestore professionale. Il primo passo istituzionale è già stato fatto, la Provincia ha affidato la concessione del castello al Comune e ora il Comune stesso potrà concedere la sub- concessione per la rocca matildica ad aziende, cooperative e realtà del settore storico-ricettivo, possibilmente in concessione unitaria con la pieve di San Vitale.
Per il castello, l’affido prevede anche la cura della chiesa di Sant’Andrea, a fianco del complesso, e del servizio di libreria e biglietteria. Per San Vitale, si parla dell’ostello con stanze e cucina e dei resti della pieve romanica e degli antichissimi reperti presenti. Entro il 7 maggio si dovranno presentare delle manifestazioni di interesse e poi potranno iniziare le gare vere e proprie per l’affido, con l’obiettivo di riaprire in maniera continuativa nel minor tempo possibile ed evitare di perdere l’avvio della stagione estiva. (adr.ar.)
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