Tangenziale bloccata Nasce un comitato per terminare l’opera
Novellara: il Tar boccia il Comune sul secondo stralcio Gruppo di cittadini insieme per realizzare il tratto mancante
NOVELLARA. A fronte dei reiterati stop dei tribunali amministrativi al completamento dell'ormai ultra-trentennale progetto della tangenziale Nord di Novellara, l'atteggiamento delle migliaia di novellaresi interessati ha sempre oscillato fra l'incredulità, l'insofferenza, l'ironia, la volontà di non cedere. Ora il Tar, su ricorso di una residente, ha bocciato la recente delibera del Comune per la realizzazione dell'ultimo tratto dell'opera. Indignata la cittadinanza. La sindaca Elena Carletti: «La sentenza del Tar di Parma, che attualmente non consente di completare la tangenziale, è inaccettabile. Il Comune di Novellara ritiene fermamente corretta e legittima la propria posizione, che tutela interessi pubblici prevalenti e continuerà ad opporsi in tutte le sedi legali a tale nuovo scoglio burocratico. Contro la sentenza del Tar di Parma ricorreremo al Consiglio di Stato».
La novità è che questa volta, visto il continuo prevalere dell'interesse di un privato sulle annose aspettative di migliaia di concittadini, un gruppo di novellaresi ha deciso di costituire un comitato. Unico obiettivo: favorire in ogni modo la costruzione del tratto mancante della tangenziale. E’ un comitato autonomo e indipendente che intende mettere in atto tutte le iniziative possibili per scongiurare il pericolo che anche la tangenziale Nord di Novellara finisca nel lungo elenco delle opere pubbliche incompiute sparse per la Penisola, bloccate dalla burocrazia e dai contenziosi infiniti. I promotori – Stefano Bernini, Maura Bussei, Giovanni Bedogni, Omero Bellini, Angela Cocconcelli, Giovanni Franzoni, Giuliano Lusuardi e Ilic Tampelloni – vogliono coinvolgere, oltre ai concittadini, al Comune di Novellara e alla Provincia di Reggio Emilia, anche gli amministratori dei Comuni limitrofi, perché si tratta di un problema di viabilità che interessa anche i loro.
A suo tempo, il progetto della tangenziale ha avuto un lungo periodo di incubazione, perché allora non c'erano i soldi necessari. Una volta trovati i finanziamenti, ci si accorse che c'erano anche altri problemi, imprevisti, da superare. A creare ostacoli cominciò un piccolo ma agguerrito gruppo di proprietari di case che si sarebbero trovate nelle vicinanze del tracciato previsto: prima come gruppo autonomo, poi riciclato come Legambiente Novellara. La prima micidiale botta arrivò in Comune nel luglio 2004: una raccomandata della Soprintendenza regionale dei beni culturali che, a seguito di una nota presentata dal gruppo suddetto, di fatto imponeva un pesantissimo vincolo a tutela di un ipotetico "cono visivo" fra il Casino di Sotto e il Mulino di sotto, separati da centinaia di metri di aperta campagna, già attraversata da una strada preesistente, che nel merito lasciò basiti gli storici locali. Accompagnato dalla prescrizione di realizzare una galleria sotterranea lunga oltre 200 metri, più i 350-400 metri di risalita: un'opera faraonica che avrebbe richiesto altri 12 milioni di euro. Per non bloccare i lavori, Comune e Provincia divisero il progetto della tangenziale in tre stralci. Il primo, fra il confine con Campagnola e la provinciale per Reggiolo, fu inaugurato nel 2008; il terzo, fra il Cartoccio e la provinciale per Guastalla, più complesso e tribolato, cinque anni dopo. Rimane da realizzare il chilometro di collegamento fra i due tratti già realizzati, quello del "cono visivo". Nel 2008 la situazione sembrava si stesse sbloccando perché la Soprintendenza aveva riconsiderato la cosa e aveva modificato le prescrizioni, subito recepite in un nuovo progetto dal Comune. Ma i lavori sono stati comunque bloccati dal Tar a seguito di altre istanze.
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