Ucciso sul lavoro da una lastra di ferro
Infortunio mortale, ieri pomeriggio, alla carpenteria Org srl di Villalunga: la vittima è l’operaio 41enne Salvatore Brandi
CASALGRANDE. Un colpo violentissimo sul collo, una pesante lamiera scivolata dal muletto che la stava trasportando. Un incidente figlio della sfortuna e forse di superficialità, quello che ieri ha portato alla morte di Salvatore Brandi a Villalunga, nello stabilimento dell’officina O.R.G., una carpenteria metallica alla fine di via del Canale, poco dopo lo svincolo della Pedemontana. Il 41enne operaio, per tutti “Salvo”, era nato a Maddaloni (Caserta) ma da oltre trent’anni viveva a Casalgrande con tutta la famiglia, la madre e i fratelli, che avevano seguito il capofamiglia Mario nel viaggio al nord.
Brandi era conosciutissimo a Casalgrande, il suo paese, dove aveva amicizie e affetti, e dove era contento di aver trovato lavoro, in un’officina a Villalunga, a pochi chilometri da casa. L’incidente fatale è avvenuto poco dopo le 14 nei capannoni della carpenteria.
Un muletto che trasportava pesanti lamiere è passato poco lontano da Brandi, e nella manovra una delle lamiere – per cause ancora da capire nel dettaglio – si è staccata, finendo per colpire con violenza la base del collo di Salvo.
Un impatto fortissimo in una zona delicata, che ha praticamente ucciso l’uomo sul colpo. Gli altri operai hanno subito dato l’allarme, a Villalunga sono arrivati i sanitari dell’automedica del Magati e l’ambulanza di Ema, raggiunti poco dopo dall’elisoccorso atterrato in uno spiazzo a poche decine di metri di distanza: vista la situazione, era stato richiesto l’intervento dell’elicottero, nella speranza che fosse ancora possibile tentare un trasferimento in ospedale in tutta fretta, ma purtroppo la botta si era rivelata letale.
Ufficializzato il decesso, è toccato mettersi al lavoro ai carabinieri della stazione casalgrandese e al personale della medicina del lavoro del distretto scandianese, per effettuare tutti i rilievi del caso con cui procedere alla ricostruzione.
È presto per avere una sequenza precisa dell’accaduto, anche se l’ipotesi di una manovra non perfettamente a norma – o nel trasporto o in precedenza nella messa in sicurezza del materiale – non è esclusa.
Il pomeriggio è proseguito in un’atmosfera surreale: i colleghi e i titolari di Salvo a muoversi increduli nel forsennato via vai di militari, agenti della municipale e sanitari, a pochi metri dal traffico costante di camion e auto della zona ceramiche. Il momento più triste è stato vissuto verso le 15.30, quando alla carpenteria sono arrivati i genitori di Salvo.
La madre, alla notizia, si è praticamente gettata a terra, disperata, e dopo ha dovuto essere sorretta per riuscire a camminare, mentre papà Mario – con ancora addosso la divisa di Ema di cui è uno storico volontario – ha ascoltato il racconto dell’accaduto con un’espressione sempre più rassegnata, fra gli sguardi tristi e sconsolati di tutti i presenti.
Il dolore si è allargato progressivamente a tutto il territorio, mano a mano che la notizia dell’incidente si diffondeva nei bar, su Facebook, nel passaparola tramite cellulari, con uno sconcerto crescente. I Brandi sono una famiglia tanto nota quanto apprezzata, da quando sono arrivati dal Casertano: Salvo e i suoi fratelli sono tutti cresciuti nel distretto ceramico.
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